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Pubblicato il 17 Ago 2012

«Quando una persona ce l’ha fatta su tutta la linea e non è per niente turbata, è molto difficile farla ammalare. Ma se ce l’ha fatta su tutta la linea però non vuole saperne niente, è incredibilmente facile farla ammalare. Per cui, la visione oggettiva del fatto che un tale se la stia passando bene o male non ha valore finché non avrete davvero osservato di persona per scoprire quale sia la sua idea della cosa. (…) La cosa migliore da fare in caso di mistero, evidentemente, è di non stare più di fronte alla cosa, andarsene e diventare qualcun altro. Oh, ma ogni volta che qualcuno fa così, il mistero rimane; rimane proprio lì. E un bel giorno, mentre cammina per la strada e si sente benissimo, gira l’angolo e s’imbatte… bum! E dice: “Dio mio, cos’era quello? Cos’era quello?” Beh, era un mistero a cui un giorno non era stato di fronte. E l’essenza composita di tutti i misteri consiste nel totale delle cose a cui una persona non è stata di fronte su quell’argomento. L’essenza della stupidità consiste nel totale delle cose che una persona si è rifiutata di guardare su quell’argomento. E dopo un po’ una persona diventa molto stupida: non ha dati. Se volete diventare veramente stupidi, rifiutate semplicemente di avere qualsiasi dato riguardo a un argomento. Diventerete stupidi. Non guardate mai nessuna porzione di tale argomento. Non guardate alla minima parte di qualcosa, e alla fine diventerà un mistero totale.» L. Ron Hubbard (Conferenza 5 Luglio 1959 “Sopravvivere e soccombere”)

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Pubblicato il 15 Ago 2012

«E’ qualcosa di notevole che si possa prendere un individuo, lui e nient’altro, e rimetterlo in sesto. Benché la persona mistica vi dirà che dovete rimettere in sesto l’intero universo prima di poter essere rimessi in sesto voi stessi, ciò non è affatto vero. Tecnicamente parlando, sareste semplicemente rovinati sulla seconda, terza, quarta, quinta, sesta, settima e ottava dinamica. Ma vi si potrebbe rimettere in sesto; persino su quelle dinamiche, senza ricorrere a quelle dinamiche. E il motivo è semplicemente questo: un individuo deve postulare l’esistenza della propria aberrazione, della propria ritrosia, della propria stupidità, della propria inadeguatezza, della propria mancanza di fiducia e della propria sfortuna. Queste cose sono lampanti.» L. Ron Hubbard (Conferenza 5 Luglio 1959 “Sopravvivere e soccombere”)

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Pubblicato il 13 Ago 2012

«Rientrano in Scientology le cose di cui possiamo essere certi e unicamente quelle cose di cui possiamo essere certi. La conoscenza stessa è certezza. La conoscenza è qualcosa di diverso dai dati. La knowingness stessa è certezza. La sanità mentale è certezza, solamente a patto che tale certezza non ricada al di là delle convinzioni di altri che la osservano. Per raggiungere una certezza, bisogna essere in grado di osservare. (…) Poiché la conoscenza è osservazione ed è concessa a chi è disposto a guardare.» L. Ron Hubbard (La creazione della capacità umana “Questa è Scientology”)

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Pubblicato il 11 Ago 2012

«Un individuo che ha una certezza “assoluta” è a posto soltanto se lui stesso ha contribuito alla certezza, all’essere certo. Deve esserci un po’ di autodeterminazione in questa certezza; in altre parole, ha dovuto determinare la certezza della certezza. Non può essere una certezza completamente altrui determinata. Capite?» L. Ron Hubbard (Conferenza del 30 Dicembre 1957 “Percorso superiore verso thetan operante”)

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Pubblicato il 10 Ago 2012

«Ora scopriamo questa cosa strabiliante: che le persone perdono la capacità di aiutare e di essere aiutate e che quando la società nel suo insieme se la passa male è perché al suo interno c’è una maggioranza di persone che non sanno aiutare e non sanno essere aiutate; non vogliono essere aiutate, dicono. La persona con cui è più difficile vivere al mondo, è quella che non è in grado di essere aiutata, che non vuole essere aiutata. Abbiamo quasi deificato questa caratteristica in questi maestosi Stati Uniti; l’abbiamo chiamata “indipendenza”. “Un uomo deve saper camminare con le proprie gambe!” sapete… thud! E di lì, sempre più in basso. Questo va benissimo in una società di frontiera dove un uomo può trovarsi solo o una donna deve essere molto autosufficiente… per essere autosufficiente, per essere indipendente; ma, per favore, non come drammatizzazione.» L. Ron Hubbard (Conferenza 29 Dicembre 1957 “Procedura Clear”)

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Pubblicato il 7 Ago 2012

«E’ quasi come se le cose stessero così: se voi poteste ripulire completamente il bottone dell’Aiuto, potreste arrivare ad avere un Clear completo… non è mai stato fatto perché l’Aiuto è qualcosa tipo uno scambio o una comunicazione d’alto livello, di livello molto alto. Far sì che qualcuno partecipi a una qualunque cosa in una società che sta andando a pezzi, diviene molto difficile. Persino gli psicologi se ne sono resi conto. Hanno detto: “Bisognerebbe esser capaci di far sì che questa gente partecipi”. Hanno considerato l’incapacità di partecipare un sintomo di pazzia. Il buffo in tutto questo è che la partecipazione ha ben poco a che fare con la cosa, in quanto non si risolve con il bottone “partecipare”; non si risolve con un procedimento sulla doingness del tipo “con chi potresti partecipare?”. Non funziona come procedimento. Ma l’ Aiuto, ripulito, porta le persone alla partecipazione.» L. Ron Hubbard (Conferenza 29 Dicembre 1957 “Procedura Clear”)

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Pubblicato il 6 Ago 2012

«L’individuo combatte solo le cose che ha scelto e determinato che erano fuori dal suo controllo. Qualunque cosa non sia sotto il controllo dell’individuo, ma che abbia colto la sua attenzione, è probabile che diventi un’identità usata per combattere. (…) Una persona smette di avere un gioco quando comincia a pensare che le forze usate contro di lei, o le idee usate contro di lei, o le emozioni usate contro di lei siano troppo grandi perché vi si possa opporre. Una volta che ha quest’idea, può essere soggetta ad altre forze.» L. Ron Hubbard (“La creazione della capacità umana” capitolo quinto)

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Pubblicato il 4 Ago 2012

«Abbiamo un mondo intero pieno di “vittime”. C’è da averne abbastanza. Non dobbiamo essere delle vittime anche noi. E’ una scarsità a cui non dobbiamo per forza rimediare. Nuova definizione: uno Scientologist è qualcuno che non è una vittima. Possiamo trasformare, senza alcun Q&A, le vittime in persone.» L. Ron Hubbard (HCOB 18 Luglio 1959 “Tecnicamente parlando”)

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Pubblicato il 30 Lug 2012

«Mettere in piedi un’organizzazione su un pianeta è molto difficile, a meno che, naturalmente, non la si voglia tradire e tradire tutti i suoi scopi e i suoi diritti, pervertirla e fare altre cose. Ma noi abbiamo eseguito piuttosto bene, per conto nostro, il compito di metterla in piedi, e un gruppo di ragazzi molto leali e per bene ha lavorato a questo in tutto il mondo, ha piantato la bandiera in diversi posti finché, finalmente, è con assoluta fiducia che si può dire: “Quali sono le condizioni a Perth?” e sapere che, in primo luogo, non sono troppo brutte, e poi sapere entro un’ora quali sono esattamente le condizioni.» L. Ron Hubbard (Conferenza 3 settembre 1962 “Le vostre Organizzazioni di Scientology e ciò che possono fare per voi”)

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Pubblicato il 23 Lug 2012

Caro Ron, ci ho pensato tanto e ci ho fatto proprio caso: se si persiste, se non ci si arrende agli inconvenienti che si trovano strada facendo, che derivano totalmente da fattori che partono dal nostro caso, alla fine da qualche parte si arriva. Senza tanto rincorrere fantasmagorici e surreali “stati di essere”, che non c’entrano niente con theta.

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