Essere le dinamiche - parte prima

petali blu

«L'individuo, il bambino, il gruppo, l'Umanità e la vita devono, uno per uno, considerarsi capaci di fare quello che fanno nell'attuazione della conquista del MEST. Esiste un parallelo fra la considerazione e la realtà. Come afferma questa frase, è all'interno di questa sfera che troviamo il senso più profondo della realtà. La considerazione deve essere in accordo con le leggi naturali non solo del theta, ma anche del MEST, ed entro queste troviamo il più profondo fondamento logico.
In questa luce si può vedere immediatamente che l'autorità è destinata a fallire e che uno sforzo collettivo è suscettibile di un completo trionfo.
Riteniamo di avere tra le mani strumenti che permettono all'Uomo di raggiungere grandezze ben più elevate di quelle mai raggiunte in passato.»

L. Ron Hubbard
(7 Gennaio 1951 “il Bollettino dell'auditor di Dianetics”)

Giorni fa stavo camminando con Toby, cosa su cui ho messo una rigida disciplina, perché non portare in passeggiata quel cane così buono e “umano”, diventa veramente un overt di una certa portata. Niente gli piace così tanto come le nostre passeggiate.

Ad un certo punto ho incrociato una donna che negli ultimi tre anni ho visto spesso correre per strada, con un impegno tale che si capiva il suo intento di dimagrire.

Non sapevo chi fosse, ma l’ho fermata per complimentarmi della forma fisica che, si notava chiaramente, aveva raggiunto. Mi ha chiesto dove abito, gliel’ho spiegato e lei mi fa “Ma tu sei quella donna che mi aveva tanto incuriosito, perché l’ho vista fuori dal garage, con tanto di strumenti da falegname alle prese con restauro mobili?”. E mi ha detto che si era molto incuriosita a vedere una donna fare quei lavori da maschio e le sarebbe tanto piaciuto conoscermi.

Ci siamo date il numero di telefono e ieri sera alle 22,00 siamo andate a fare un lunga passeggiata. E’ Pugliese e a me i Pugliesi sono particolarmente simpatici, quindi l’ho trovata una donna veramente di mio gusto.

Mi ha raccontato un sacco di cose sulla sua vita di separata e su quella di un altro centinaio di separate e sperava tanto che fossi separata anch’io, così mi sarei aggregata a questa combriccola di simpaticone, da cui si può estrapolare un sacco di materiale per avere un’ampia comprensione di quanto siamo messi male in questa nostra società stressata. Tristezza!

Le ho spiegato la mia situazione e mi guardava come un gufo; impensabile per lei prendere in considerazione che sull’insania e sull’aberrazione si può anche vincere.

Così ho pensato di scrivere qualcosa riguardo la mia più grande vittoria, ottenuta con costante e continua applicazione della Tech, finché essa ha attecchito anche su una persona parecchio testona come me, riguardo la Seconda Dinamica.

La prima volta che ho letto Dianetics ho esclamato a mio marito: “Ci dobbiamo separare, perché ora ho capito cosa c’è che non va: la nostra è stata un’unione dettata dalla mente reattiva”. Bella scoperta!

Io credo che raramente ho visto accoppiarsi due persone tanto diverse, come noi due; non si può neanche parlare di “opposti”, proprio due specie diverse.

L’unico aspetto positivo è che non siamo mai caduti sotto i colpi della noia, impossibile annoiarsi in guerra.

Eravamo ragazzini quando ci siamo incontrati, mi attirava quel ragazzo che per mollare una mia amica si era fatto trovare imboscato con un’altra mia amica ed io non venivo calcolata di striscio.

Così una sera, fuori dalla discoteca ho fatto di tutto per attirare la sua attenzione e ci sono riuscita; ero una ragazzina, eppure lì, un po’ per gioco e un po’ per sfida, ho iniziato un ciclo che ha causato un sacco di carica oltrepassata sia a me che a lui.

Abbiamo iniziato a litigare già dal primo giorno e abbiamo smesso (non del tutto) dopo decenni. Venivamo da due contesti famigliari difficili, il tono era quello che era e siamo andati avanti, in una relazione che causava più danni che momenti felici.

Eppure non riuscivamo a lasciarci, una nevrosi allucinante tipo “non posso stare qui, non posso andarmene”.

Per me la famiglia aveva un valore, non trovavo la forza di prendere in considerazione l’idea di poterla disfare e allora pensavo che forse quando mio figlio sarebbe cresciuto a sufficienza, sarebbe stato più facile fare una scelta del genere.

Una scena fin troppo comune e tanto triste; semplicemente due persone incompatibili, che invece di trarre vantaggio dalle capacità di entrambi, facevano da freno e se potenzialmente potevano fare 100, tra una baruffa e l’altra facevano 40.

Intanto progredivamo sul Ponte e questo specifico punto, invece di migliorare, veniva sempre più a galla in tutta la sua nevrosi, facendo da buccia di banana che mi trovavo sotto i piedi e un poco le ossa me le sono rotte.

Ora non serve andare sullo specifico, però insomma io e il mio sposo eravamo proprio un disastro di incompatibilità.

Ad un certo punto, dopo uno scontro che riguardava un soggetto su cui sono intransigente e cioè l’aiuto, ho avuto un’illuminazione e gli ho detto che da quel momento era finita e uno dei due se ne doveva andare.

Credo fosse vero, o almeno sono stata abbastanza credibile e tono 40, da far sì che sia lui che io abbiamo creduto che questa mia decisione fosse vera.

Lui, essendo una persona particolarmente scaltra, invece di fare il pirla, si è trasferito a Copenaghen ed è stato audito su OT5.

«Quel che si cerca, quando si tenta di risolvere un caso, sono i momenti di più grande creatività a cui non si è stati di fronte, perché quella vita sarà in totale restimolazione e sarà accompagnata da una totale irresponsabilità per quanto la riguarda. Quell’unica persona che non siete disposti a essere è la persona che siete stati. Non è divertente? Quell’unica persona che non siete disposti ad essere è la persona che siete stati.

(…)

Ma noterete che ciò che maggiormente non va in un caso, in termini di calcolo, è il punto di più grande creatività della persona o ciò che sta creando o ciò in cui, in questa vita, è maggiormente occupato a creare. E dovete farlo stare di fronte a questo. Dovete fargli assumere una qualche responsabilità per questo; dovete far sì che ci stia di fronte. Il modo più facile è semplicemente facendolo stare di fronte alla cosa; il modo più veloce è di fargli prendere una qualche responsabilità per la cosa. Il resto del caso andrà in pezzi.»

L. Ron Hubbard
(Conferenza 3 gennaio 1960 “Creare e stare di fronte”)

Sempre grazie alla sua scaltrezza, mi telefonava e mi spiegava che secondo lui ora dovevo sentirmi bene, perché aveva fatto una seduta su OT5 che mi riguardava, che era una roba dell’altro mondo e che quindi era tutto a posto.

Io cercavo di mantenere un contegno e gli spiegavo che la decisione era già stata presa e che ne doveva passare di acqua sotto i ponti, per poterla cambiare.

Poi mettevo giù il telefono e mi mettevo a ridere, perché mi dicevo che era inutile che mi lamentassi, quando non l’avevo mai lasciato proprio per la sua scaltrezza e la sua faccia tosta.

Credo proprio che quella seduta di OT5  sia avvenuta veramente come me l’aveva venduta lui, perché da quel momento mi sono liberata di una “connessione” che mi faceva soffrire molto e che l’interazione con mio marito teneva costantemente in restimolazione.

E’ tornato a casa e mi ha detto chiaramente che ora era disposto a separarsi, che si era liberato di qualcosa che lo teneva attaccato a me in modo aberrato e quindi non sentiva più la compulsione a dover stare con me per forza.

Era vero, cavolo, una “connessione” aberrata che ci ha tenuto costantemente ingrippati in una situazione assurda, quando in realtà io e lui siamo un vero team invidiabile, pur essendo di due specie diverse.

Ora è passato qualche anno, abbiamo fatto grandi cose negli ultimi anni, delle vere creazioni tangibili, in tempi brevissimi abbiamo recuperato quello che in tanti anni siamo riusciti a perdere stoppandoci a vicenda.

Naturalmente l’incompatibilità innata non può essere risolta, ma a volte sta diventando un punto più positivo che negativo.

L’altro giorno lo ascoltavo parlare con alcune persone e diceva con un velo di commozione che solo io posso leggere: “L’abbiamo fatto io e lei, ci abbiamo lavorato io e lei”.

Mio figlio ogni tanto osserva la scena e alla vista di suo padre che segue sua madre in alcune performances che fino a qualche anno fa mai gli sarebbero interessate, tenta di protestare e io lo rassicuro: “stai buono che andrà tutto nella tua eredità” ; lui se ne torna alle sue attività, consapevole che con questi due “elementi” salvati letteralmente da Scientology, tutto sommato è veramente al sicuro.

Al mattino mi sveglio e la prima cosa che faccio è scegliere la mia famiglia, ogni giorno. Vado in cucina preparo la colazione e la porto alla mia famiglia, perché so che la colazione a letto è un gesto gentile a cui tiene parecchio.

La mia famiglia, quel nucleo che io ho creato; non potrò mai ringraziare a sufficienza Ron Hubbard per avermi dato gli strumenti che mi hanno permesso di renderla quello che è.

La mia divertentissima famiglia.

Con Affetto

Auditor


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