Guarda quel muro… (Parte quinta)

donna con tramonto sullo sfondo

«In realtà, man mano che vengono percorsi questi procedimenti – che hanno lo scopo di porre rimedio all’havingness – una persona supera l’idea che deve avere tutto ciò che vede senza alcuna distinzione. Supera idee come l’avidità e come il “non poter avere”. Supera l’idea che non può avere niente e poi supera l’idea che deve avere tutto. E’ molto interessante. Può uscire da questa condizione. A meno che non esca da questa categoria dell’havingness – non è una cosa negativa, capite? Semplicemente, se mai vuole poter spostare di parecchio la sua attenzione, la persona deve semplicemente superare questa categoria dell’havingness. E così se esce da questa categoria dell’havingness, può fare cose di ogni genere. Può esteriorizzarsi, può tollerare lo spazio, può fare varie cose che non poteva fare in precedenza.»

L. Ron Hubbard
(Conferenza 5 Luglio 1957 “La teoria dei CCH”)

In effetti, credo che ogni persona che abbia avuto validi guadagni dal suo percorso in Scientology, può affermare che non c’è paragone tra l’attuale modo di vivere e quello che aveva prima di intraprendere questo percorso.

Quando ti guardi attorno e vedi tutte queste persone più o meno “ritirate”, ti rendi conto della fortuna che hai avuto. Credo che il punto di demarcazione di questa differenza, stia proprio nel modo di gestire e vivere l’havingness.

Solo per questo, si dovrebbe mettersi nell’ottica corretta riguardo la prima parte del Ponte, che è quella che farà la differenza, per arrivare dove si deve arrivare, più avanti nel Ponte.

Mi strappa sempre un sorriso sentire qualche frase estremamente “sofferente”degli indipendugli , quando parlano ad esempio degli Oggettivi da rifare. Neanche stessero parlando di chissà quale pratica aerospaziale!

Una persona che vive sul pianeta terra e deve mangiare, bere, lavorare, dormire scendere dal letto, salire in auto, fare la pipì e poi mangiare, bere, lavorare, dormire, scendere dal letto eccetera, ogni santo giorno della sua vita, sempre la stessa litania, ogni santo giorno… come fa a gridare alla sofferenza estrema, al pensiero di dover guardare un muro un po’ di volte? Oltretutto in una seduta, con un auditor che magari potrebbe essere anche terapeutico da avere vicino? Mah! Misteri della fede!

Se gridi alla sofferenza al pensiero di dover rifare gli Oggettivi, è perché in realtà non li hai mai fatti veramente. Il motivo per cui gridi, è perché non li confronti [nella definizione tecnica di “to confront”]; non li confronti perché non li hai portati a EP; e non li hai portati a EP perché non li confrontavi. E’ tutta una questione di confronto!

E da cosa deriva la capacità di confrontare? Dalla propria fiducia nella propria capacità di avviare, cambiare, fermare. Che sarebbe la definizione di controllo.

Quando sei in grado di avviare, cambiare, fermare a volontà, la vita non ti stupirà più, perché sei in grado di prevedere. Cambiamento prevedibile ovvero controllo, a questo si deve aspirare per fare una vita decente.

Mi sembra totalmente logico che per ripristinare la capacità di confrontare, si debba ripristinare la capacità di controllare.

Quindi, mio amatissimo amico perduto, la prossima volta che apri bocca per sparare le tue cavolate sugli Oggettivi, nel tentativo di dare compliance a Rathbun, pensaci.

Pensa a com’è la tua interazione nell’universo fisico, guardati attorno e vedi se hai un buon controllo sulle particelle di tua competenza.

Magari vedi anche com’è il tuo confronto, ad esempio per quanto riguarda il signor Miscavige: se ti senti aggrovigliare le budella quando lo pensi, e ti si restimolano tutti gli scopi malvagi che sei riuscito a raccattare, sappi che non hai un buon confronto e che non è una buona base operativa.

Poi non prendertela con lui se i tuoi scopi malvagi ti si ritorcono contro.

Hai presente L. Ron Hubbard, quello che aspirava alla tua libertà? Ecco, se vuoi lui te lo spiega in tutte le salse, come ti dovresti comportare con la tua terza dinamica e cosa dovresti fare per sistemare eventuali cose out.

Gli Oggettivi sono stati ideati proprio per rimediare l’incapacità al controllo, che porta a un’incapacità nella comunicazione, che porta a un’incapacità di raggiungere, detto anche AVERE.

Secondo te uno che ha fatto gli Oggettivi a EP e che ha un buon controllo, con conseguente buona comunicazione, con conseguente havingness, ha la necessità di diventare indipendente?

delfiniAssolutamente no, perché lo è già. E quando qualcuno del suo gruppo gli fa qualche proposta out policy, o usa maniere non consone, sai cosa fa? Fa come fa Davide con me, lo corregge!

E non ha paura delle conseguenze, perché lui sa già quali sono le conseguenze: controllo=cambiamento prevedibile.

La tua vita, quello che ti accadrà, quello che ti è successo, quello che stai vivendo, non dipendono dal signor Miscavige.

Dipendono dalla tua capacità di avviare, cambiare, fermare; dalla tua capacità di comunicare con; dalla tua capacità di raggiungere e di avere.

Sappi che tu squirrelindipendente, stai dando tantissimo power al signor Miscavige, non lo sto facendo io, lo stai facendo tu. Poi non lamentarti se un giorno diventerà un mito.

Tornando all’argomento, non fare i primi gradini del ponte, in modo approfondito e completo, causerà delle carenze che non possono essere colmate dai gradini successivi. Questo è quanto ho osservato su me stessa e su molti altri.

«L’anatomia di una trappola, naturalmente, è essere incapaci di avere una cosa ma doverla avere. Una trappola è meglio di nessuna trappola se una persona deve avere della massa. Questa è la grande stranezza.

(…)

Beh, osserviamo i problemi inerenti alla massa, i problemi inerenti alla proprietà e i problemi inerenti alla percezione, e scopriamo che sono molto strettamente connessi tra loro. E il punto d’ingresso è piuttosto interessante. Il punto d’ingresso dell’havingness è il controllo; apparentemente questo è totalmente distinto, lontanissimo da ciò che stavo giusto dicendo. Arriviamo ora al fattore di base che rende cattive le cose. Le cose cattive sono quelle che esercitano un’influenza che la persona non vuole. Questa è una cosa cattiva. Una cosa cattiva esercita un’influenza che una persona non vuole. Perciò si potrebbe dire che tenta di controllare la persona. E quando questo le succede troppo spesso, quando troppe cose tentano di influenzarla senza il suo consenso, allora la persona entra in uno stato di annebbiamento. Dice: “Niente deve influenzarmi”. Beh, poiché il controllo è una faccenda a due sensi, questo è accompagnato da: “Non devo influenzare niente”. Abbiamo anche questo fenomeno in cui la persona dice: “Quest’oggetto qui non deve influenzare niente”. E poi la persona si sposta qui e diventa l’oggetto – eredita anche l’idea che questo oggetto non deve influenzare niente.»

L. Ron Hubbard
(Conferenza 5 Luglio 1957 “La teoria dei CCH”)

Quello che ci trasmette Ron, è che ci si deve occupare energicamente della vita, e non avere timore di dirigere con sicurezza le particelle, percepirne la solidità ed accettare l’influenza reciproca.

«Controllo. Controllo. Per fortuna questo è il punto di entrata. In precedenza avevamo la comunicazione come punto di entrata. Ora, la comunicazione non va tanto a fondo quanto il controllo, perché la comunicazione dev’essere tanto significativa quanto il controllo, per essere in qualche modo reale per una persona inconscia. In altre parole, per comunicare con una persona inconscia è necessario aggiungere l’ulteriore significanza del controllo oltre ad una linea di comunicazione e a della massa. La comunicazione da sola, è troppo semplice. Una donna se ne sta lì distesa, priva di coscienza, e noi arriviamo e le diciamo: “Come stai Margherita?”. Lei si sveglia e dice: “Oh, non va male”. Vedete, se la comunicazione funzionasse, basterebbe camminare in una corsia d’ospedale, aprire le porte e dire: “Come state?”. Tra parentesi, non funzionerebbe.»

L. Ron Hubbard
(Conferenza 5 Luglio 1957 “La teoria dei CCH”)

pianeta-biglia in manoQuesto può essere reale a qualunque auditor che inizia a occuparsi di un caso. Per portarlo su nella scala si deve esercitare controllo, finché la persona è disposta ad accettarlo in modo rilassato, senza finire in catalessi; da lì, la persona sarà disposta a controllare, con tutti i benefici del caso.

I CCH sono perfetti per ottenere questo risultato; ora, che io definisca i CCH “perfetti”, è una specie di miracolo, ma devo dire che negli ultimi anni ho avuto modo di constatare la loro perfezione.

Quindi, incito tutte le persone che tendono a storcere il naso all’idea di percorrerli, o ripercorrerli, di non fermarsi alla superficie, ma di andare un po’ più a fondo nella comprensione del “perché” di questi procedimenti.

Sono molto più di quel che potrebbe sembrare; possono risvegliare un thetan.

«Beh, se avete una qualsiasi realtà soggettiva su un’esperienza di questo tipo, lasciate che vi dica che questo succede a gran parte del vostro prossimo. Non si è svegliato. Cammina, esegue correttamente azioni meccaniche: attraversa la vita, va a scuola, studia i propri testi, si alza, va a lavorare, clac-clac-clac. Avrete l’occasione di constatare qualcosa del genere ogni tanto quando audite qualcuno. All’improvviso questa persona dice: “Clonk! Che cosa sto facendo qui? Chi sono?”. L’avete svegliata. Che cosa ci è voluto per svegliare questa persona? Beh. Processing, procedimenti. Perciò voi, per essere in grado di dare dei procedimenti, individualmente o collettivamente, all’umanità nel suo insieme, dovete capire e sapere come si danno i procedimenti a una persona inconscia, perché avete a che fare principalmente con questo. Vi domandate: “Perché le persone tollerano una cosa di questo tipo?”. Non la stanno tollerando. Sono semplicemente lì, capite?

(…)

In realtà c’è un metodo per farlo (svegliarlo). E questo metodo consiste nel dargli riconoscimenti  finché non lo svegliate. Un semplice riconoscimento, se è abbastanza buono, è sufficiente per svegliare qualcuno. È molto buffo vederlo svegliare. Talvolta si sveglia e vorrebbe non essersi mai svegliato, così ritorna a dormire! Molto divertente. Un thetan vuole e deve avere; a dire il vero, è fondamentalmente infelice finché non ha, e usa la difesa dell’incoscienza se scopre in qualsiasi momento di avere. Confuso, vero? Una persona crea qualcosa e fa in modo che essa si perpetui oltre il suo controllo dicendo: “Io devo averlo e voglio che continui per sempre”. Poi dice: “Questa cosa è cattiva, non devo percepirla e non posso assolutamente essere quella cosa”, e così via. Perciò, semplicemente, chiude la mente, chiude gli occhi di fronte ad essa. Ha detto: “Non c’è più”, mentre si trovava di fronte ad essa. Finché qualcuno non riesce a tollerare l’havingness fine a se stessa, non ci si può aspettare che si svegli. Così, in realtà, la chiave alla coscienza, la chiave all’incoscienza e i modi per risolverla risiedono totalmente nel campo dell’havingness. L’havingness viene portata alla persona attraverso le significanze del controllo e della comunicazione. Se riuscite a mettere il controllo e la comunicazione tra la persona e l’havingness, ce l’avete fatta. La persona si sveglia. Scopre che c’è qualcosa che può guardare, scopre che la può guardare, scopre che quindi è possibile anche per lei essere sveglia, anche se viva. Questo è evidentemente il meccanismo di base dell’havingness, e questa è la lotta di base nella quale troviamo coinvolto un thetan. Il collegamento tra l’havingness e la coscienza è semplicemente il fatto che una persona diventa inconscia se crede di non poter avere. Così invertiamo la situazione nell’altro senso: le mostriamo che può avere, perciò lei diventa disposta ad essere conscia. Noi non risolviamo l’incoscienza o questo stato di sonnambulismo in cui si trova la razza umana semplicemente percorrendo l’incoscienza, perché questo meccanismo in realtà non è mai al di là del suo controllo. Così abbiamo trovato il punto di entrata di un caso: l’havingness. E abbiamo scoperto come farla arrivare alla persona: per mezzo del controllo e della comunicazione. Abbiamo così i CCH. Questo è il meccanismo di base e la teoria di base dei CCH.»

L. Ron Hubbard
(Conferenza 5 Luglio 1957 “La teoria dei CCH”)

Potrebbe essere considerato semplice come argomento, ma forse sarà il caso di approfondire un po’ di più la teoria degli Oggettivi fino ad averne una buona comprensione, perché percorsi a EP risvegliano un  thetan.

Con Affetto
Auditor


Per continuare a commentare l'articolo vai al forum.

Pubblicato in: 
11

Commenti

Ritratto di anto

IL CAPORATTO E I SUOI DIPENDENTI HANNO IN COMUNE LO STESSO ITEM:NON VOLERE FARE SFORZI.

"TI PIACE VIVERE FACILE"? BONZI BONZI BO BO .....

Ritratto di Tonhl

E brava Ausitoressa!!!

"E da cosa deriva la capacità di confrontare? Dalla propria fiducia nella propria capacità di avviare, cambiare, fermare. Che sarebbe la definizione di controllo.

Quando sei in grado di avviare, cambiare, fermare a volontà, la vita non ti stupirà più, perché sei in grado di prevedere. Cambiamento prevedibile ovvero controllo, a questo si deve aspirare per fare una vita decente."

Ecco il punto focale secondo me.

Gli ovinology, i novelladuemilology, ecc. ecc. invece mi sembra piuttosto su "sepoltura" come tono del thetan, visto il tema dei loro articoli!

Poveracci....

Ritratto di Auditor

Il prossimo articolo si intitolerà "TONHL"Laughingperchè parla della gestione della forza

Ritratto di Tonhl

Boia! Sono onorato!

E io pensavo che tù parlassi di un bischero.... ahahahah

Grande Auditoressa!!! Laughing

Ritratto di Giuliana

«In realtà, man mano che vengono percorsi questi procedimenti – che hanno lo scopo di porre rimedio all’havingness – una persona supera l’idea che deve avere tutto ciò che vede senza alcuna distinzione. Supera idee come l’avidità e come il “non poter avere”. Supera l’idea che non può avere niente e poi supera l’idea che deve avere tutto. E’ molto interessante. Può uscire da questa condizione.

Già solo per questo conseguimento, secondo me vale la pena fare Scientology, ti innalza già molto al di sopra della media di questa società, per dire poco.

E' veramente un peccato per gli squirrel non sono in grado di capire cosa si perdono e continuano a gironzolare sui  circuiti del loro leader, perchè non possono avere altro, si sono ridotti a gran misera cosa..........

Ritratto di TDK

Bell'articolo! Si fa completamente senso, la combriccola del ratto proietta nella vita quello che è iniziato nei suoi oggettivi e probabilmente anche a molte altre aree. Come nel contact assist, facendolo e passandoci attraverso si sale i toni "scomodi" ma se non ci passi attraverso non lo confronterai mai. Non ci sono scorciatoie, la via corretta è la via che passa attraverso! T

Ritratto di Armando

Bella storia.
Sai rendere affascinante il "mestiere" di auditor più di quanto non lo sia già. Si vede che ci sei andata attraverso a oggettivi e gradi come PC e come auditor.

Tra l'altro è palesemente vero quello che scrivi: se non fai bene la parte bassa del ponte, poi ti impasti contro una montagna di guai quanto sali più su.

Gli squirrel hanno proprio un bottone enorme sul fatto di fare una review dei gradi o degli oggettivi, invece di vedere come un fattore positivi il fatto che ci si prenda cura degli scientologist affinchè facciano un ponte standard.

Probabilmente è vero quello che scrivi tu: non li confrontano perché li hanno fatti male e non li hanno confrontati al momento giusto. Ma alcuni di loro credo che non li confrontino perché erano auditor e hanno fatto overt di out tech, gradi quicky e cose simili. Cioè, erano già squirrel e invece di prendersene responsabilità e correggersi quando dovevano, si sono tenuti i withhold e ora li drammatizzano a bestia.

Armandino 

Ritratto di Leonida

Puoi scommetterci che hanno commesso out tech a manovella.
Arrivare a dire che è squirrel fare una review di oggettivi e gradi e magari il purif vuol dire essere proprio pieni di overt fino al midollo ed essere in malafede. Ne ho visti parecchi che hanno fatto delle review e ho visto gente sugli OT level fare dei programmi per sistemare delle parti dell'auditing precedente e li ho visti stare da dio. Anzi sarebbe da criminali permettere ad una persona di procedere sulla parte alta del ponte se si scopre che qualche gradino precedente è unflat.

Tra l'altro gli arbitrari che sono stati rimossi sono proprio quelli che erano stati inseriti da quei boairdi di Rathbun. Dan Koon e compagnia. Bonzani si lamenta tanto degli arbitrari che erano stati inseriti nei six months checks, ma dovrebbe chiedere al suo attuale badrone chi li aveva messi e che lavoraccio si è dovuto fare per raddrizzare le cose e rimediare ai casini. Storia diversa per l'Arenata che non andava avanti e ci metteva mesi per fare 10 domande di sec check, provate a immaginare perché.

Sull'altro lato della carta dei gradi, questi facoceri criticano la golden age of tech perchè sono pieni di mal compresioni e overt sul loro addestramento. Uno che ha fatto onestamente anche solo un decimo dei corsi dell'accademia con la GAT non la criticherà mai perché è esattamente quel che diceva Ron: drill drill drill drill. E' la salvezza degli auditor. La padronanza che acquisisci dei tuoi strumenti: e-meter, comandi, TRs, liste è stellare confronto a prima. Questi idioti invece sparano cavolate sul fatto che gli auditor della GAT diventano freddi e robotici.

Stupidaggini ed entheta gratuito sparati solo per coprire i proprio over tecnici.
Leo 

Ritratto di Auditor

Macchè freddi e robotici Leonida!Io dopo la GAT sono diventata di un creativo, ma di un creativo, che ogni tanto guardo la foto di Ron con preoccupazione, però lui mi guarda con aria bonaria, si capisce subito che è soddisfatto, poi vado dal C/S e a volte mi ha detto "io rispetto la tua creatività, però ci sarebbe questo riferimento...". di solito ha ragione e quindi mi correggo senza sentirmi l'anima devastata dal fatto che a volte ho proprio torto. Non è facile rimanere standard, ci vuole un pò di umiltà e ricordarsi sempre che non stiamo piantando patate, è veramente una questione delicata il Ponte di una persona.

Leonida e Armando concordo con tutto quello che avete detto!

Ritratto di anto

Gli auditor della gat diventano frddi e robotici?
Na che casco dicono questi???
Qui non c'è voglia di passare attraverso al training, auditing e sforzi.
Infatti il primo dipendente di Marty e' Lugli Tiziano che proprio di farsi il Ponte e dire le sue bischerate non ne aveva voglia.
Loro vogliono farsi il Ponte che vogliono loro.
Contenti loro...
Ma quello che non si capisce e' perche' rompono a noi.
E' quello che a me non mi e' chiaro....
Fatevi come i vostri amici giornalai i blippi vostri.
Che ve frega?

Ritratto di Anvedio

Limita il turpilocquio Anto. Se devi dare dello psicotico al Rattopuzzola va bene, ma lascia stare i "volatili". Laughing
Già devo tenere a bada Leonida che lo devo censurare ogni tre parole....