Intervista a Gabriele Segalla, Solo NOTs Auditor

Gabriele Segalla

Gabriele Segalla è stato il presidente, dal 1977 al 1981, della prima Chiesa di Scientology a Milano. Durante quegli anni ha partecipato in prima persona a molte delle campagne sostenute da Scientology per la tutela dei diritti dell’uomo, soprattutto contro numerosi abusi perpetrati dalla cosiddetta psichiatria istituzionale.

Gli venne conferita la Medaglia della Libertà della IAS nel 1991, per la sua costante ed efficace partecipazione alle numerose attività di pubbliche relazioni che portarono in quegli anni al riconoscimento della religiosità di Scientology da parte della Magistratura italiana.

Negli ultimi 12 anni si è dedicato alla presentazione della filosofia religiosa di Scientology in ambito culturale e religioso. Recentemente Gabriele ha tenuto numerose conferenze in tutta Italia sulla religiosità di Scientology, a pubblico nuovo e a Scientologist, riportando sempre un grande successo e contribuendo così alla divulgazione delle opere di L. Ron Hubbard e al completo riconoscimento di Scientology come una nuova realtà spirituale della società italiana.

Gabriele è attualmente redattore di una nuova rivista della comunità degli scientologist, dedicata alla Filosofia e alla Spiritualità: “I QUADERNI DI FREEDOM” (www.quadernidifreedom.com), che ha di recente pubblicato il suo saggio intitolato “Filosofia e Religiosità di Scientology”.

Segalla durante una conferenza

D. Cosa ti hanno dato i Livelli OT?

R. I livelli OT sono stati per me una profonda e illuminante esperienza spirituale. Procedere rapidamente ed efficacemente sul ponte da Clear a OT5 significa, in pratica, apportare una maggior chiarezza, una maggior efficienza operativa alle proprie funzioni analitiche e razionali (quelle che erano chiamate in passato, dalla teologia scolastica, le “potenze dell’anima”), arrivando così a recuperare, da sé e in sé, senza alcuna mediazione esterna, la piena consapevolezza della propria natura spirituale.

Significa semplicemente che, seguendo la mappa razionale della metodologia spirituale OT, si arriva al punto in cui si è in grado di procedere da soli (in “Solo” appunto) e di ritrovare il proprio sé più profondo, quello che in Scientology è chiamato “stato nativo”, definito da Hubbard come la potenzialità di conoscere ogni cosa, laddove, potremmo dire, utilizzando una vecchia metafora della filosofia classica, coincidono arché e telos (inizio e fine) del proprio essere.

Il filosofo inglese F.C. Happold fornisce una descrizione del cammino verso la conoscenza spirituale che si adatta molto bene al concetto che vorrei esprimere a questo proposito: “Come una lampada coperta dalla polvere – dice Happold - così l'eterno che è in noi è offuscato da mille distrazioni, pulsioni, pregiudizi. L'uomo deve liberarsi delle scorie del suo essere, così che possa ritrovare l'infinito centro di sé1

Utilizzando la metafora di Happold e semplificando all’estremo, potrei affermare che, procedendo sui livelli OT, si riesce a conseguire quello che è stato uno dei più grandi sogni di tutti i grandi uomini religiosi del passato: liberare (cioè chiarire, in ingl. clearing) la mente dell’uomo dalle scorie, dalle ombre, dalla “polvere” delle sue aberrazioni, così che egli possa, intuitivamente e spiritualmente, ritrovare l’infinito centro di sé. Che è anche equivalente al conseguimento della piena e totale libertà spirituale.

D. Cosa stai ottenendo con Solo NOTs?

R. Appunto, la piena, totale libertà spirituale. Questo è ciò che si ottiene man mano che si procede su Solo NOTs.

Secondo Sankara (un grande maestro indiano vissuto tra il 788 e il 820 d.C. e uno dei massimi studiosi dei Veda, i primi testi religiosi dell’antica India)2 la liberazione è possibile anche durante la vita nel corpo: quando l’individuo arriva a conoscere il proprio sé – dice Sankara – egli cessa di identificarsi con il corpo e a quel punto è libero, cioè in grado di raggiungere il moksa (libertà), libertà dalla sofferenza, dalla cupidigia, dal bisogno e dalla morte.

Analogamente, in Scientology e specificamente con Solo NOTs, si giunge all’ultima porta prima della totale libertà spirituale. L’ultima porta verso la Salvezza dello Spirito.

Ron in un articolo del 1954 intitolato “Un Invito alla Libertà, l’Uomo può salvare la propria anima” scrive:

Per innumerevoli epoche, un obiettivo della religione è stato quello di salvare l’anima umana.

L’uomo ha cercato attraverso molte pratiche di trovare il cammino verso la salvezza.

Egli ha sempre mantenuto l’imperitura speranza che un giorno, in qualche modo, avrebbe potuto essere libero.

L’uomo ha parlato della seconda venuta di Cristo e del Giorno del Giudizio.

L’America ha mantenuto ben aperta la porta verso questa salvezza, promulgando la libertà di religione.

E qui, dopo tutte queste epoche di afflizione e sofferenze, dopo terribili guerre e catastrofi, quella speranza  è rimasta ancora viva, e, con essa, la realizzazione di quella speranza.

L’uomo può salvare la propria anima. Come un fresca alba luminosa dopo una notte di tuoni e prigionia, l’uomo può finalmente assaporare quella libertà così a lungo ricercata.

…..

Tu sei uno spirito. Tu sei la tua propria anima. Tu non sei mortale. Tu puoi essere libero.

Le braccia di Dio si sono aperte per te.

Questo è quello che mi sta dando il mio progresso attraverso Solo NOTs. Tutti gli innumerevoli successi che ho conseguito in questi anni sulla terza e quarta dinamica, nell’ambito della mia professione, delle mie relazioni interpersonali e professionali con studiosi, filosofi, ricercatori, uomini di scienza e di religione, sono stati solo degli effetti collaterali di questo conseguimento, di questa realizzazione continua, giornaliera, graduale: la realizzazione cioè della propria salvezza spirituale.

Come diceva anche Sant’Agostino, In interiore homine habitat Veritas (la Verità è nell’interno dell’uomo). Questo per me è Solo NOTs. La riscoperta della Verità, dell’elan vital, del Divino che è in noi. Il distacco dalla materialità, vuota e illusoria. La vera esperienza del Divino non come oggetto, ma come Soggetto, cioè come Spirito. L’essere sempre più Causa, l’essere sempre più Libero.

D. Con tue parole, in che modo i Livelli OT ci portano al chiarimento planetario?

R. Realizzando la salvezza spirituale del singolo individuo si realizza il conseguimento di una nuova civiltà, di una civiltà OT. Si raggiungono gli obiettivi di Scientology: Una civiltà senza pazzia, senza criminali e senza guerre, ove le persone capaci possano avere dei diritti, ove l’Uomo sia libero di innalzarsi a più grandi altezze. Si conduce l’uomo fuori dal materialismo in cui è sprofondato, si velocizza in modo esponenziale il processo di chiarimento.

Nella HCO PL 21/02/91 “Influenza religiosa nella società – Ruolo del Ministro Volontario”, Ron dice: “Quando una cultura si ritira totalmente dal perseguimento di obiettivi spirituali, finendo nel materialismo, si deve cominciare a dimostrare che ognuno è un’anima, non un animale materiale.

Da questa realizzazione della propria natura religiosa, gli uomini possono giungere di nuovo alla consapevolezza di Dio e diventare più sé stessi”.

Quando l’uomo raggiunge la Verità, la consapevolezza della propria essenza spirituale, quando cioè egli realizza di ESSERE la Settima Dinamica, allora egli accede alla comprensione di Dio. E diventa dunque un creatore della nuova civiltà, una civiltà basata su alti valori spirituali, sul rispetto dei diritti universali dell’Uomo, sulla volontà di aiutare il prossimo ad uscire dal baratro della materialità e dell’ateismo.

D. Hai un bel successo da raccontare?

R. I successi in questi anni su OT7 sono stati tantissimi, troppi per essere elencati qui, ma potrei condensarli in un’unica grande categoria: quella cioè di un profondo cambiamento nel grado di consapevolezza della natura religiosa del mio essere e, conseguentemente, una straordinaria causatività su tutte le dinamiche.

La gioia più grande derivata da questa consapevolezza l’ho provata quando, durante le conferenze che abbiamo tenuto in questi anni in molte città italiane, sulla religiosità di Scientology, ho incontrato rappresentanti di altre confessioni, professori di teologia o filosofia, avvocati, scrittori, esperti di mistica, uomini e donne di grande cultura umanistica o scientifica, tutti indistintamente entusiasti di constatare che Scientology rappresenta una forza spirituale costruttiva e creativa per la società italiana, in piena armonia con tutte le forze vitali che contribuiscono insieme al progresso spirituale e materiale dell’uomo.

Ho visto uomini e donne piangere di felicità quando spiegavo loro la profonda religiosità contenuta nella nostra filosofia delle 8 dinamiche. Ho visto anche alcuni fratelli e sorelle scientologi che si erano allontanati dalla nostra chiesa, ritornare entusiasti, orgogliosi di essere di nuovo nel loro vero unico gruppo.

Ho visto persone che un tempo ci attaccavano rabbiosamente cambiare completamente il loro modo di valutare la nostra religione, inviando lettere in cui affermavano in buona sostanza di riconoscere finalmente che Scientology appartiene ad una lunga tradizione di evoluzione religiosa e spirituale dell’uomo in occidente e in oriente. Ho visto che ovunque presentiamo i nostri principi religiosi, sorge immediatamente la consapevolezza che Scientology può veramente essere determinante per la salvezza di questa nostra società in crisi.

Marco Vannini, ritenuto da molti uno dei massimi esperti di mistica cristiana speculativa (e con cui abbiamo tenuto delle conferenze nel convento San Marco di Firenze l’anno scorso – cfr. il mio sito www.exterius.eu ) nel suo bellissimo libro “La mistica delle grandi religioni” scrive un pensiero che non solo io condivido ma che mi auguro possa rimanere sempre vivo e attuale nella mente di tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere questa intervista:

Le religioni sono diverse, profondamente diverse tra loro. Spesso anche nemiche. Eppure tra gli spiriti autenticamente religiosi, a qualunque tradizione appartengano, si crea immediatamente un profondo senso di unità, sorge una comunione spontanea e duratura che nulla sembra poter scalfire.

Ciò dimostra come, al di là delle determinazioni concrete, vi sia in tutte le religioni un identico nucleo pulsante: è la dimensione mistica, l’inestirpabile desiderio umano dell’unione con Dio.

D. Cosa diresti ad un OT V che non ha ancora iniziato Solo NOTs?

R. Ricordati sempre dello scopo per cui hai intrapreso il cammino sul ponte di Scientology: la Libertà Totale. Cioè quella libertà spirituale che ci attende al completamento di OT7, quella stessa libertà che abbiamo cercato, invano, da millenni. Non sprecare il tuo tempo in vicoli laterali, ritorna sulla strada maestra, riprendi il cammino verso la Conoscenza e la Libertà. Come era scritto nel tempio di Apollo a Delfi, nel VII sec. a.C.: “Conosci te stesso, e conoscerai te stesso e Dio”.

°oOo°

Ringraziamo Gabriele per averci concesso questa intervista e invitiamo gli utenti a prendere visione della sua conferenza “I colori dell’anima” tenutasi il 2 aprile 2011 presso la Chiesa di Scientology di Roma, visibile al seguente indirizzo: www.exterius.eu/roma-conferenza-i-colori-dellanima-2-aprile-2011.

Etica e Verità

1 F.C. Happold, “Misticismo, Studio e Antologia”, Oscar Mondadori, 1987.

2 Grande maestro della corrente induista denominata Advaita Vedanta (a d v a i t a s.m. voce sanscrita che significa non-dualismo: dottrina fondamentale dei Veda secondo la quale il dualismo dell'io e del mondo è il risultato dell'illusione (maya) e dell'ignoranza (avidya).


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