La critica ignorante di Simonetta Po

Sinonetta Po

Di Beatrice

Ringrazio Etica e Verità per avermi concesso questo spazio, lo userò per togliermi qualche sassolino dalla scarpa.

Vengo subito al dunque. La Simonetta Po, che si presenta come critica di Scientology, non è dissimile dagli squirrel, almeno per quanto riguarda l’opera di diffusione di dati scorretti e fuorvianti riguardo Scientology.

Se da un lato li critica (mi chiedo se c’è qualcosa che non abbia mai criticato) perché continuano ad avere la pretesa (fasulla) di essere degli Scientologist, dall’altra li ha spesso lodati per l’opera di diffusione della loro verità distorta. Tutto è buono per lei, purché vada a danno di Scientology e del suo fondatore.

simonetta po - minelli - facchinetti - kusadaGli squirrel, che la Po ha tanto amichevolmente frequentato, hanno, ricambiato le lodi.

Ad esempio, in calce a questa foto, pubblicata sul blog della squirrel Silvia Kusada (nata Malatesta), che la ritrae sorridente (a destra con gli occhiali) assieme agli squirrel della famiglia Minelli, Paolo Facchinetti e la stessa Kusada, viene descritta come “Ricercatrice religiosa e uno dei più dedicati critici e paziente traduttrice di materiali relativi a Scientology (che molti di noi oggi usano), la Dottoressa Simonetta Po”.

Sorvoliamo un attimo sul baratro di indecente ipocrisia della Kusada e dei suoi compagni di merende squirrel e parliamo della “ricercatrice religiosa, critica e paziente traduttrice” Simonetta Po.

Sicuramente la Po avrà da dire su tutto questo, probabilmente avrà da dire anche sul fatto che si parli di lei citando nome e cognome; tanto meglio. Visto che vuole apparire come la principale esperta e critica di Scientology, dato che si atteggia da studiosa che presenzia a convegni e si fa intervistare dai media, è, ovviamente, un personaggio pubblico e, come tale, dovrà sorbirsi a sua volta le critiche che di solito dispensa a piene mani. Non fa altro, io credo.

Di certo cercherà freneticamente nel suo archivio le pezze d’appoggio e gli stralci di documenti da citare fuori contesto per confutare quanto avrò da dire. Che faccia pure, chi ha testa per pensare capirà da sé l’infondatezza delle sue arrampicate sugli specchi.

Le persone che, come lei, millantano una conoscenza che non hanno e che, dall’alto della loro ignoranza, dimostrano solo un vuoto pressapochismo, una falsa conoscenza di cose che in realtà non conoscono, sono molto peggio dell’onesto ignorante che è tale per mancato studio e sa di esserlo.

Il falso esperto che non ha mai preso un pennello in mano e critica malevolmente un pittore, non è diverso dall’avventore del Bar Sport che non ha mai toccato un pallone ma spara giudizi da “esperto” demolendo giocatori e allenatori. L’errore non sta nell’esprimere giudizi, quando li si esprime ammettendo di non essere esperti, ma nel vezzo di spacciarli per verità e frutto di competenza che non esiste.

Pur dimostrandosi ignorante, questa cosiddetta “ricercatrice religiosa e critica” ha fatto di Scientology il suo core business e, senza di essa, sarebbe solo una casalinga di Carpi, seppure dottoressa, con laurea breve conseguita alla soglia della terza età.

Cercando di apparire una persona seria ed equilibrata (ma, come vedremo, non sempre le riesce), nel corso degli anni in cui ha “studiato e approfondito” la conoscenza di Scientology, fingendo di temere chissà quali ripercussioni (mai accadute, se non proveniente da qualche strano personaggio della sua stessa parte), ha scritto anonimamente per un decennio cambiando diversi pseudonimi come Martini, Alessia Guidi, prima di venir smascherata proprio dallo strano personaggio già menzionato.

Questa presunta studiosa è la curatrice di siti internet e gruppi di discussione il cui unico argomento è “Scientology”. Deus ex machina di un salotto virtuale frequentato da una mezza dozzina di ignoranti suo pari, suoi fedeli adepti ed emuli della sua conoscenza “mordi e fuggi” che usano gli pseudonimi Ribelle60, Steve, Giaga, Sole, Demetrio, Kumbaz, Erni e un paio d’altri.

All’epoca in cui tutto ciò venne creato, la “nostra” non aveva alcuna preparazione accademica  (non che ora si possa considerare una luminare). Aveva al suo attivo un’esperienza di qualche mese di frequentazione di una Chiesa di Scientology risalente ai lontani anni ’80, di cui, tra l’altro, non parla neanche così male.

La parte peggiore è che il cumulo di critiche malevoli e di documenti accumulati ad arte sul suo sito, è stato e sta venendo diffuso, per loro stessa ammissione, sul web e ai media anche da quegli ipocriti degli squirrel: come scrive Kusada “che molti di noi oggi usano”.

Poi, in coro, (lei e gli squirrel), si chiedono ipocritamente perché Scientology non ha una reputazione migliore. Non che la cosa metta a rischio alcunché, dato che il raglio di un asino non sale in cielo. Vediamo però di mostrare che il raglio proviene proprio da degli asini.

Incuriosita da questo fenomeno – parliamo di una persona che praticamente ha come ragione di vita la ricerca di notizie e critiche negative su Scientology e la diffusione di tali informazioni – ho preso visione dei suoi interventi sul web.

Confesso che l’interesse è stato stimolato anche da un piccolo problema famigliare causato proprio dalle informazioni scorrette che questa paladina della “ricerca religiosa” ha diffuso su internet. M’è bastato poco per confutare le stupidaggini che una persona a me vicina aveva letto, ma ho ritenuto doveroso approfondire la questione.

Mi è capitato più di una volta di inciampare in alcuni strafalcioni, interpretazioni o descrizioni errate della filosofia religiosa di Scientology che mi hanno indignato, proprio perché spacciate come informazioni attendibili.

Evidentemente la nostra studiosa ha capito ben poco di Scientology e ha parecchie lacune che forse non sa neanche di avere.

Per adesso mi limiterò ad evidenziare una di queste lacune, la principale per una che si spaccia per “ricercatrice religiosa e critica”

Il 15 marzo 2012 la dottoressa Po ha scritto la seguente lapidaria informazione completamente falsa:

“La dottrina di Scientology non contempla l'esistenza di una critica legittima, fondata su motivi sensati.”

Badate bene che la Po ha scritto proprio “dottrina”. Non ha detto “la pratica di Scientology non contempla l'esistenza di una critica legittima, fondata su motivi sensati”.

Per dottrina qui si intende “l’insieme dei dei principi fondamentali coerentemente organizzati di una scienza, di un’arte, di una religione”. Nel nostro caso, la dottrina di Scientology così com’è stata codificata e scritta dal fondatore L. Ron Hubbard.

Potrebbe ben essere che all’interno di un gruppo, Scientology o meno, degli individui che ne fanno parte, più o meno numerosi, in un’epoca o l’altra, travisino la dottrina e non ne applichino i principi. Gli squirrel suoi amici ne sono un chiaro esempio. Ma questo non inficerebbe la dottrina stessa e tale violazione non caratterizzerebbe il gruppo che tale dottrina ha adottato.

Ma la Po ha scritto proprio che è “La dottrina di Scientology” che non contempla l’esistenza di una critica fondata e sensata.

Questo ovviamente non corrisponde al vero, ed è strano che una “Ricercatrice religiosa, uno dei più dedicati critici e paziente traduttrice di materiali relativi a Scientology” non lo sappia.

La verità su questo soggetto si trova nel Bollettino Tecnico di L. Ron Hubbard del 21 gennaio 1960 intitolato “GIUSTIFICAZIONE”, che, sul punto, recita come segue:

“... Se guardiamo le cose sotto questa luce, possiamo notare come la maggior parte delle critiche non sia altro che una giustificazione per aver commesso un overt. Ciò non significa che tutte le cose siano giuste e che nessuna critica, in alcun caso, sia meritata. (…) Perciò la propria condotta, la società e la vita in genere possono essere più o meno giuste, ma critiche querule e casuali, di tono 1.1, non confermate dalla realtà dei fatti, costituiscono unicamente un tentativo di sminuire l'importanza di chi ha subito un overt.”

Perciò, non è assolutamente vero che “La dottrina di Scientology non contempla l'esistenza di una critica legittima, fondata su motivi sensati”.

Ciò che Hubbard stigmatizza sono le “critiche querule e casuali, di tono 1.1, non confermate dalla realtà dei fatti”. Quelle, appunto, che la stessa Po e suoi amici squirrel continuano a spargere, salvo poi lamentarsi se in giro si parla  male di Scientology.

Questo è una breve dimostrazione dell’ignoranza di questa presunta “studiosa”. Nelle prossime cose che scriverò, se Etica e Verità me lo concederà, mi impegno ad evidenziare numerose altre dimostrazioni di questa evidente ignoranza perché, come diceva George Bernard Shaw: “si deve diffidare della falsa conoscenza, è molto peggiore dell’ignoranza”.

Temo però che, almeno in parte, la conoscenza che Martini, alias Alessia, alias Simonetta Po ha di Scientology non sia falsa. Quasi sicuramente la sua è ignoranza auto-indotta, per non confessare neanche a sé stessa la verità al riguardo. Diciamo che ha qualche problema con l’auto critica.

Nella HCOPL 27 settembre 1966 “LA PERSONALITA' ANTISOCIALE L'ANTI- SCIENTOLOGIST”, Hubbard dice:

“...L'auto critica è un lusso che l'antisociale non si può permettere”.

A presto,

Beatrice


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