Marty Rathbun parlerà ai tedeschi dei suoi abusi?

“NON HO MAI ALZATO LE MANI SU NESSUNO”
Marty Rathbun  (dalla sua intervista al Saint Petersburg Times)

teste cinesiNon si accorgono delle assurdità che scrivono? Possibile che la nebbia dei loro overt li renda così ciechi? Cos’hanno in testa?

Abbiamo appena scritto che Marty Rathbun andrà presto a visitare uno dei principali nemici di Ron e di Scientology: la tedesca Ursula Caberta (vedere articolo “La strana amicizia di Marty e Monique Rathbun”.

Marty lo ha confermato nei giorni scorsi al suo amico Tony Ortega. Costui è un “giornalista” di New York nemico di Ron e di Scientology che ha pubblicato tonnellate di entheta su Ron e su Scientology sul suo giornalucolo online chiamato “VillageVoice”. Già questa amicizia dovrebbe fare arrossire di vergogna chiunque segue Rathbun e si arroghi impropriamente del titolo di Scientologist.

Sul suo blog Marty ha spiegato che andrà a parlare con la Caberta degli “abusi commessi dalla Chiesa di Scientology” così che le loro azioni (ndr: del Governo tedesco) “si potessero concentrare sugli abusi… e non sulle credenze, sulla fede”.

Ovviamente i suoi cloni italiani, salvo qualche isolata voce di dubbio e dissenso (comunque indice di dissidi interni), hanno alzato al cielo i loro osanna per l’ardita mossa del loro guru.

Ci chiediamo se Marty parlerà anche degli abusi commessi da lui stesso e dal suo principale complice Mike Rinder, ampiamente documentati e che loro stessi hanno confessato con testimoni?

Cosa molto improbabile ma, anche se fosse, il punto non è questo. Il fatto è che quel che dichiara Marty è completamente falso, e lui lo sa. Sa benissimo che la Caberta e gli intolleranti del suo ufficio anti-religioso non sono interessati a discutere di presunti abusi. Almeno non solo. Infatti sono ormai vari lustri che la Caberta attacca la dottrina di Scientology, gli insegnamenti di Ron e Ron stesso! Leggete il suo libro “Schwarzbuch Scientology” (Il Libro Nero di Scientoloigy) del 2007 e vedrete quali parole “gentili” dedica a Ron e alla dottrina di Scientology.

Più o meno contemporaneamente Rathbun scrive sul suo blog riguardo il recente numero della rivista Freedom della Chiesa di Scientology, pubblicato per denunciare la faziosità e scorrettezza della rivista The New Yorker, che circa sei mesi fa ha pubblicato un lungo articolo-spazzatura a firma Lawrence Wright centrato su un’intervista al regista ex-Scientologist Paul Haggis. Rathbun si dilunga a spiegare che la funzione di Freedom dovrebbe essere quella di “ripulire il marciume della società”.

I suoi Marty-dipendenti italiani rincarano la dose dicendo che l’intervista di Haggis trattava degli “abusi fisici che David Miscavige perpetrava”.

Entrambi dimenticano di dire che i presunti “abusi fisici” Haggis non li ha mai visti e che glieli ha “rivelati Marty-criminalmind-Rathbun”.

Le bugie di Haggis, ispirate da Rathbun e pubblicate da The New Yorker, sono auto-evidenti se si pensa che da oltre vent’anni non frequentava Scientology e sono state ulteriormente evidenziate dalle dichiarazioni della sorella Kathy Haggis pubblicate nell’articolo “Paul Haggis dalle parole della sorella Kathy”.

Quindi, dopo aver ispirato lui stesso Haggis nel suo attacco tramite il New Yorker, Marty Rathbun, vero autore degli abusi che Haggis “denunciava”, ha la faccia tosta di criticare la Chiesa perché denuncia la verità tramite la rivista Freedom.

Non male come ipocrisia.

Non paghi di questa ributtante manfrina, Marty e i suoi disadattati transfughi lanciano un ridicolo “PIANO DI AZIONE” che, secondo i voli pindarici della loro fantasia, dovrebbe mettere nei guai Miscavige e la Chiesa. Aria fritta ma, tra le righe, parlano ancora di abusi, soprusi e violenze. Dimenticando di nuovo di dire che le violenze e gli abusi li commetteva proprio Rathbun.

Insomma, questo eroe della frottola, ha la memoria corta. Gliela rinfreschiamo subito.  Rileggiamo un breve passo di quel che aveva dichiarato in un annuncio pubblico quando nel 2003, per l’ennesima volta, stava cercando di farsi riaccettare nella Chiesa:

Ho creato un clima operativo di paura, assumendo la beingness del tipo duro, scortese, sospettoso e minaccioso ovunque andavo. Ero aggressivo con le persone in generale. Mi aggiravo con uno sguardo severo come se fossi pronto ad abbattere fisicamente chiunque faceva una mossa sbagliata, e l’ho fatto.”

A corroborare con un’ulteriore testimonianza la storia di Marty il Bugiardo, pubblichiamo la testimonianza di uno staff che ha avuto a che fare con Marty Rathbun e che spiega quali sono state per lui le conseguenze di quegli “incontri ravvicinati”.

Buona lettura.

«Giusto perché si sappia, ho conosciuto questo pazzo e quello che scrivo è basato su fatti e veritiero. Lo posso dire in quanto sono stato io l’oggetto di queste minacce e psicosi!

Ho conosciuto Rathbun nel 1991, anche se ho avuto pochi incontri diretti con lui.  Ho comunque sperimentato episodi di ira incontrollata e violenza, come pure alcuni suoi subdoli tentativi di rovinare la mia reputazione. Anche se ho sentito di altri che hanno avuto esperienze simili alla mia con Rathbun, mi limito a descrivere quanto da me direttamente e personalmente osservato e sperimentato.

Nel 1996 Rathbun mi prese in seduta per un confessional, una verifica preparatoria in quanto avrei dovuto a breve occupare un posto più alto nella gerarchia ecclesiastica. Dovevano essere accertati miei eventuali coinvolgimenti con alcune persone con cui avevo lavorato in passato e che avevano alterato la policy amministrativa di LRH.

Durante questo procedimento, Marty non si era lasciato andare a scatti d’ira incontrollati o a visibili violazioni della tecnologia standard, ma, una volta completato il confessional, prese quanto da me confessato “abbellendolo” con cose che non avevo mai né detto né fatto, cercando di farmi passare per qualcuno che aveva tentato di creare un grave scisma all’interno della Chiesa.

Mi tolse dal posto impedendomi di svolgere le mie funzioni per 4 mesi, quando, in realtà, ciò che avevo confessato erano dei disaccordi avuti con un'altra persona, a quel tempo staff della Chiesa: Tom DeVocht (ndr: vedere l’articolo “Tom DeVocht: Sprecare i Soldi della Chiesa”).  Marty Rathbun stava proteggendo Tom e non c’è stato verso di fargli ascoltare le mie spiegazioni di come Tom stesse alterando la policy della Chiesa.

Il successivo incontro che ebbi con Rathbun fu qualche mese dopo, all’inizio del 1997. A quel tempo ricoprivo una funzione all’interno della Chiesa di Scientology Internazionale che aveva a che fare con elaborare delle valutazioni sui progressi delle Chiese e altre situazioni. Avevo quindi proposto un programma da eseguire in una delle principali Chiese che, devo ammettere, non era adeguato a risolvere la situazione.

Rathbun, venuto a conoscenza di questa valutazione fatta in modo scorretto, irruppe sulla scena, ma invece di usare le procedure di correzione previste dalla policy, mi affrontò in modo molto duro per quanto avevo fatto: la mia ammissione di aver sbagliato,  fu presa da Marty solo come un tentativo di impedirgli di scoprire cosa “stavo veramente facendo”, il che diede inizio a un interrogatorio estenuante che avrebbe dovuto farmi confessare questo. Gridava e cercava di intimidirmi facendo roteare una mazza da baseball e colpendo un classificatore metallico a pochi centimetri da me, con il chiaro scopo di spaventarmi e ottenere da me un qualche tipo di confessione. Rathbun è molto più alto di me.

Dal momento che questo tentativo di farmi confessare non aveva “funzionato”, una sera tardi, mi portò in una stanza privata, chiuse la porta e in modo sempre più insistente mi interrogò di nuovo per “arrivare a capo della situazione” e ottenere da me una confessione, accusandomi di avere degli sporchi segreti. Ha fatto ciò in totale violazione del codice di comportamento previsto dalla procedura del confessional, con l’aggiunta del fatto che la notte prima non avevo quasi dormito (altra violazione della procedura che richiede che la persona abbia riposato a sufficienza). Mi ha tormentato e intimidito, minacciandomi per oltre un’ora fino a che, apparentemente, ha ottenuto quello che voleva: sono scoppiato in singhiozzi che non riuscivo a frenare. Era soddisfatto del risultato ottenuto e mi disse di riscrivere e ripresentare il programma.

Proprio le cose di cui mi stava accusando (soppressione delle organizzazioni per interessi personali o scopi non etici) erano esattamente quelle che lui stava facendo: usare la sua posizione per intimidire e schiacciare le persone che stavano cercando di ottenere fatte delle cose. Il suo atteggiamento e condotta mi avevano preso di sorpresa, perché mai, nella mia intera carriera di staff iniziata nel 1970, ero stato minacciato fisicamente o sottoposto a intimidazioni e non esiste assolutamente niente negli scritti di LRH che suggerisca anche lontanamente di comportarsi in questo modo. La parte disgustosa della cosa è che faceva tutto questo fingendo di essere autorizzato a farlo, in quanto top executive della Chiesa, abusando quindi del suo potere per violare proprio le regole tecniche sulle quali si regge la Chiesa.

La volta successiva in cui ebbi a che fare con Rathbun fu quasi due anni più tardi. In quel periodo me l’ero cavata bene scrivendo valutazioni e programmi per le Chiese, tanto che gli Executive Strata della Chiesa di Scientology Internazionale mi avevano promosso, assegnandomi una posizione gerarchicamente molto elevata, quella di “Establishment Executive International”. Non stavo riuscendo bene in quella funzione e, prima di partire per alcuni mesi, Mr. Miscavige mi aveva semplicemente chiesto cosa volessi fare e di elaborare una proposta a riguardo.

Mentre ero in attesa di essere assegnato a una nuova funzione, Mark Rathbun tornò nel luogo dove mi trovavo (non lo vedevo in giro da parecchio tempo) e venne da me. Mi disse che dovevo ricevere un confessional e che avrei fatto meglio a cooperare. Rathbun mi fece ricevere un particolare tipo di procedura di confessional che risolve il motivo per cui una persona continua a commettere azioni contro sopravvivenza o distruttive.  La seduta mi fu data da una delle persone tecnicamente più addestrate che esistevano, il Senior Case Supervisor della Flag Land Base. Rathbun non mi spiegò come mai fosse stato scelto questo auditor per portarmi in seduta, ma io ero eccitato all’idea di risolvere le mie difficoltà e riuscire a far funzionare con successo un posto.

La seduta che ricevetti fu letteralmente e totalmente rivitalizzante, con il tipo esatto di risultati che L. Ron Hubbard descrive nei suoi bollettini e film tecnici. Mi sentivo pronto a prendere un nuovo posto, qualunque fosse, e ad affrontare ogni cosa necessaria per fare andare bene le cose e continuare a farlo. Avevo ottenuto un grosso e visibile miglioramento e cambiamento di atteggiamento dopo la seduta, non mostravo indicatori che potessero suggerire una mia doppiezza, disonestà o irresponsabilità.

lingua di serpenteInaspettatamente, alcune ore dopo la seduta, invece di farmi continuare i gradini previsti dalla procedura standard, vale a dire fare quanto necessario per assumersi la responsabilità di riparare qualsiasi danno commesso nei confronti del gruppo, Rathbun mi affrontò spiegandomi la marea di ripercussioni negative causate da quanto da me fatto per sopprimere la Chiesa.  Fu come un fulmine a ciel sereno, perché ciò che Rathbun mi stava dicendo era qualcosa di totalmente differente da quanto avevo appena comunicato nella seduta e mi aspettavo una reazione del tutto differente.

Come mi era già successo in precedenza, Rathbun aveva “infiorato ed esagerato” quanto da me confessato, trasformandolo in un subdolo atto criminale. Per essere precisi, Rathbun sosteneva che nella mia confessione avevo esternato ad un altro membro dello staff il mio malcontento per aver fallito sul mio ultimo posto il che, secondo Rathbun equivaleva ad una campagna di ammutinamento che io, “incorreggibile sabotatore”, stavo portando avanti. Aveva alluso al fatto che quanto stava dicendomi  proveniva direttamente dal rapporto dopo la seduta scritto da questo auditor altamente qualificato, cosa utile a sostenere il suo punto di vista. Questo era un tentativo nascosto di distorcere la verità al fine di spazzare via da me l’idea che mi stavo assumendo responsabilità delle mie azioni e che quindi era necessario per me un trattamento “più pesante”, del tipo di quello che si usa per i criminali.

Rathbun mi spintonò ripetutamente dicendo “Ora sappiamo quello che stai facendo” e mi afferrò per la camicia, sbattendomi contro la parete e prendendomi a calci nel sedere (non era tanto il male, quanto l’umiliazione). Mi informò quindi che su di me sarebbero state intraprese le azioni di etica più severe in vigore nella Chiesa, i gradini amministrativi in uso per chi commette azioni soppressive contro la Chiesa e mi trascinò in un altro edificio.

Durante questo ultimo episodio con Rathbun, Mr. Miscavige non c’era, era lontano dai quartieri della Chiesa di Scientology Internazionale. Molti mesi più tardi, quando Mr. Miscavige tornò e notò che c’erano parecchi staff (io incluso) che non erano assegnati ad alcun posto, ordinò che si rimediasse alla cosa e nel giro di poco tempo mi fu assegnato un posto.

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