Pandemia, complotti e totalitarismi

Sembra banale dire che abbiamo vissuto un periodo soppressivo, ma purtroppo corrisponde al vero e non è ancora finito.

Il COVID-19, le migliaia di morti, il lockdown, la paura del contagio, limitazioni alla libertà di movimento, le difficoltà economiche, il lavoro a rischio, le mascherine e i guanti da portare ovunque, le autocertificazioni. L’orrore dei decessi solitari nei reparti di terapia intensiva. Le notizie di morti, contagi e disastri in tutto il mondo.

Si consideri poi la globalità della pandemia e l’impossibilità di sfuggirvi in alcun modo. Per andare dove?

Il tutto esacerbato dagli allarmistici “bollettini di guerra” televisivi. Giornalisti che evidentemente godono a diffondere cattive notizie peggiorandole. Fateci caso, ogni giorno il bollettino della Protezione civile (sostituito ora dal Ministero della Salute) è stato ripreso dai media e amplificato per mesi dando rilievo soprattutto al numero totale dei contagi e dei morti, passando in sordina le poche buone notizie. Il 27 giugno ad esempio ci sono stati “solo” 8 morti in tutta Italia e 969 guariti, ma il bollettino trasmesso dai media cominciava con “240.136 casi in Italia e 34.716 morti” (si veda ad esempio fanpage.it).

La cosa non ci stupisce granché perché i giornalisti, come altri mercanti del caos, fanno fortuna in tempi di pandemia e sguazzano felici “come porci in brago” (Dante).

È inevitabile quindi che si sia generato un po’ di nervosismo. Ron definisce il nervosismo come “Quella condizione che risulta dall’avere il proprio spazio occupato, reso indifendibile”. (LRH – PDC n. 48)

Questo ha certamente a che vedere con l’impossibilità di gestire autonomamente i propri movimenti, le attività, gli spazi di lavoro e di abitazione. Il divieto (ora cancellato) di visitare parenti e amici, di gustarsi una passeggiata all’aperto o fare una gita in qualche luogo dai vasti orizzonti. Media e polizia sono entrati nelle proprietà private o addirittura nelle Chiese per imporre lo “state a casa” e il “non assembratevi”. E ora qualche buontempone ci informa che probabilmente in autunno ci sarà la seconda ondata e tutto il ballo ricomincerà.

Molte persone sono troppo scioccate e impaurite per reagire in qualsiasi modo, magari perché hanno perso un congiunto o loro stessi si sono ritrovati positivi al tampone, oppure hanno preso qualche multa salata e una denuncia.

A parte costoro, il resto della popolazione la potremmo dividere in due macro categorie: quelli che “credono” alla pandemia e quelli che la considerano una falsa pandemia frutto di un complotto.

I primi rispettano obtorto collo tutte le regole stabilite dai vari decreti di Conte: stare a casa, evitare assembramenti, distanza sociale, autocertificaizone, eccetera. Si mettono mascherina e guanti, il gel sulle mani e non sono usciti di casa per mesi. Credono alle autorità, son convinti che i contagi siano reali, che le migliaia di decessi siano la prova irrefutabile che la pandemia esiste e il virus sia letale e contagiosissimo. Non credono alle terapie alternative propugnate da nutrizionisti e medici alternativi. Approvano l’uso dell’App Immuni, si faranno vaccinare appena possibile e considerano i complottisti dei cretini.

I secondi credono che la pandemia sia stata pianificata e voluta da personaggi come Bill Gates o Soros, prodotta creando un virus ad hoc poi diffuso intenzionalmente. Ritengono che dietro tutto questo ci siano anche le case farmaceutiche che incasseranno miliardi con i vaccini. Pensano che i politici abbiamo sfasciato l’economia del paese perché sono corrotti o quanto meno incapaci, forse entrambe le cose. Oltre alle case farmaceutiche, dietro tutto questo ci sarebbero anche l’alta finanza e le banche centrali che, grazie allo “stato di guerra” generato tramite la pandemia, fanno affari d’oro e spolpano i vari paesi impunemente. In realtà pensano che la pandemia non sia tale perché i numeri non sono congrui. Credono che il numero dei decessi sia stato falsificato in peggio, che molte delle morti siano state causate da terapie sbagliate, che non c’era alcun bisogno di attuare il lockdown e che le misure prese siano il preludio di una dittatura totalitaria. Ritengono che quelli che credono alla pandemia siano dei pecoroni decerebrati.

Non interessa in questo contesto stabilire quale delle due categorie abbia ragione. Magari entrambe hanno ragione su qualche punto e torto su altri. Difficile giudicare sulla base della quantità oceanica di  informazioni che da mesi stanno venendo diffuse. Per di più le contraddizioni dei vari virologi ed epidemiologi, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Comitato Tecnico del Governo hanno ulteriormente peggiorato la situazione minando la fiducia anche dei più “allineati”.

La cosa che ci preme evidenziare invece è la spaccatura che questa situazione sta generando nella popolazione già esasperata e colpita nei rapporti sociali. Questo ovviamente non è d’aiuto e se ci fosse davvero qualche “grande fratello” dietro tutto questo, non potrebbe che gioire vedendo persone nei guai che si stanno scannando.

Per ogni complottista c’è un debunker che lo ridicolizza. Per ogni debunker c’è qualcuno che lo sbugiarda denunciando conflitti di interesse. Litigi e contrasti su blog e social media sono all’ordine del giorno.

Quel che è ancor peggio è che queste due fazioni litiganti si sono create anche tra alcuni Scientologist (fortunatamente non molti) che si sono scambiati parole poco lusinghiere su Facebook e con altri mezzi.

Ognuno ha diritto alle sue opinione e si dovrebbe rispettare chi ha idee diverse dalle nostre. È una regola fondamentale del vivere civilmente e non ci dovrebbe essere bisogno di dirlo. Doverlo fare sembra quasi un’offesa all’intelligenza di una persona.

Cos’altro si può fare, anziché litigare, per poter essere causativi sulla situazione e per avere qualche dato stabile? Suggerirei una vecchia sana abitudine, chiedersi: “cosa farebbe Ron?”

Oltre cinquant’anni fa, Ron scriveva che: “Ogni volta che una nazione viene colpita da un disastro, un gruppo di interesse speciale potrebbe vedere la sua possibilità. E nessuna nazione è sprovvista di tali gruppi”.

Perciò, è vero che esiste il virus contagioso e che delle misure di contenimento erano (e sono) necessarie, ma è anche vero che ci sono gruppi e individui che approfittano dei disastri e delle emergenze per interessi personali poco puliti.

Nell’edizione di Freedom del 25 Novembre 1969, Ron ha scritto dati molto interessanti su questo soggetto. Comprenderli e applicarli è utile per capire chi sta veramente aiutando e chi si sta approfittando di questa situazione.

Buona lettura.


Freedom logo


25 Nov 1969 — Giornale Indipendente pubblicato dalla Chiesa di Scientology


L’EVOLUZIONE DEL TOTALITARISMO

Il totalitarismo viene definito come “pertinente o relativo a un regime politico basato sulla subordinazione dell’individuo allo stato e sullo stretto controllo di tutti gli aspetti della vita e della capacità produttiva della nazione, specialmente con misure coercitive (come ad esempio la censura e il terrorismo)”.

Il mondo ne ha avuto un esempio nella spietata crudeltà di molti despoti del passato e, nei tempi moderni, nella Germania di Hitler e nella Russia di Stalin.

Poiché il totalitarismo è indubbiamente la forma di governo più detestata e quella più difficile da eliminare, si dovrebbe dedicare un po’ di attenzione al modo in cui esso si evolve.

Fondamentalmente la vita politica di una nazione è divisa in due tipi di gruppi.

Il primo è il GRUPPO DI INTERESSE GENERALE. Questo gruppo è vasto, è aperto, come nel caso di un partito politico, di un’associazione di insegnanti o di una chiesa. Ciò che li contraddistingue come gruppo d’interesse generale è che sostengono ciò che dicono di sostenere e fanno ciò che dicono di fare. Hanno delle convinzioni, si accapigliano, ma operano apertamente e la loro influenza è diretta e visibile.

Poi c’è un altro tipo di gruppo. Questo può essere chiamato GRUPPO DI INTERESSE PARTICOLARE. Potrebbe anche venir chiamato gruppo con un interesse “nascosto”. È caratterizzato dal fatto di avere alcune idee fisse mentre reclamizza qualcos’altro. È composto da fanatici che lavorano escludendo qualsiasi altro interesse, compreso il benessere di coloro che non sono “in linea” con le idee fisse di quel gruppo.

Di solito non si ha fiducia in questi gruppi d’interesse particolare, perché non esprimono le loro vere intenzioni e fanno accettare un’idea fissa nascondendola dietro una facciata di azioni spesso scaltre e di propaganda.

Il cittadino che all’improvviso viene a sapere che il senatore Rutti in effetti era una “copertura” per gli interessi delle compagnie petrolifere o che il ministro Ragli in realtà stava cercando di aumentare i profitti dell’industria bellica, di solito, essendo un buon cittadino fiducioso, rimane sgomento quando “si scoprono gli altarini”.


Le idee fisse di solito sono sepolte nella mente di una persona che, il più delle volte, è inconsapevole di ciò che sta alla base dei suoi pregiudizi e delle sue repulsioni. Allo stesso modo nelle grandi masse della società un “gruppo d’interesse particolare” è celato alla vista: si vedono solo le sue macchinazioni e le sue “informazioni” falsificate, e sta a noi crederci, rifiutarle o ignorarle.


Sospettare che il governo sia sempre più guidato da gruppi d’interesse particolare e sempre meno influenzato da gruppi d’interesse generale, come partiti politici o gruppi con fini sociali pubblicizzati, è diventato un aspetto pratico dell’essere un cittadino in tempi moderni. Quando sembra che le nazioni non siano guidate dal buon senso, il cittadino comincia a sospettare che alla base della politica del governo ci siano “interessi particolari”. Spesso ha talmente ragione, che il cinismo ha sostituito il patriottismo nella maggioranza delle nazioni occidentali e noi ci troviamo a leggere che i giorni dell’idealismo sono finiti.

In realtà, si calcola che, perfino nei momenti di difficoltà nazionale, solo l’8% circa della popolazione sia “in linea” con l’uno o l’altro tipo di gruppi d’interesse particolare. Il 92% della popolazione, anche in un paese in cui è in corso un’insurrezione o una rivolta, non è per niente “in linea”. Altre valutazioni di tipo sociale e politico mostrano un “allineamento” persino minore.

Perciò, che si parli di un interesse nascosto o segreto nei confronti di tipi di pubblico specializzati, oppure nei confronti di petrolio o ferrovie, i gruppi d’interesse particolare formano una minoranza molto piccola della popolazione, sia in tempo di pace che in tempo di guerra. La vasta maggioranza della gente si trova invischiata nelle scaltre affermazioni, manovre e “decisioni inevitabili” di una piccolissima cerchia di persone.

“L’opinione pubblica” espressa da un gruppo d’interesse particolare raramente corrisponde alla realtà. Il gruppo d’interesse particolare sostiene che si tratta dell’“opinione pubblica” e, con vari mezzi, usa tali affermazioni per imporre con abili manovre la propria volontà ai suoi oppositori, alle tesorerie o alla legge.

La democrazia tende a prestarsi al tornaconto di gruppi d’interesse particolare in molti modi, il più evidente dei quali è la necessità che ha un candidato di finanziare la propria campagna elettorale. Alcuni di questi candidati a cariche democratiche non potrebbero affatto presentare la loro candidatura senza i fondi  l’influenza forniti da “gruppi d’interesse particolare”.

In tal modo, il gruppo d’interesse particolare può comprarsi un portavoce che sostenga i suoi fini, dato che il politico, per quanto onesto sia, scoprirà di essere a quel punto tenuto a esprimere certe opinioni, ad adottare certe misure e a sfidare gli oppositori del gruppo d’interesse particolare che gli ha fornito influenza e denaro perché lui potesse vincere le elezioni o la carica.

In questo modo, man mano che la democrazia si deteriora cadendo in mani di persone con interessi particolari tende a non essere più una democrazia che nasce dal popolo, che è nell’interesse del popolo e che è gestita dal popolo (che rappresenta più del 92%) ma diventa qualcosa che nasce dai gruppi d’interesse particolare, è per il tornaconto di gruppi d’interesse particolare ed è gestito da gruppi d’interesse particolare (che sono meno dell’8% della popolazione totale).

Persino il politico onesto, inconsapevole del fatto che un suo collega passa informazioni false e pressioni provenienti da una fonte nascosta, può essere fatto vacillare dai gruppi d’interesse particolare.

Tali gruppi spesso controllano segretamente parte della stampa. Si infiltrano anche in gruppi d’interesse generale e pubblicizzano alcune versioni delle loro idee fisse, camuffati da membri di un gruppo d’interesse generale fino a quel momento onesto.

Per esempio Hearst, il magnate della stampa, usò i propri giornali per creare il “pericolo giallo” (che portò alla guerra del 1941). È ora risaputo che era esclusivamente interessato non già a quei “cattivi Giapponesi” ma alla minaccia che una libera immigrazione di questi abili agricoltori rappresentava per i suoi interessi nell’irrigazione, nei prodotti agricoli e nelle rendite terriere. Faceva parte di un gruppo di ricchi proprietari terrieri i cui interessi particolari nascosti riguardavano i loro pacchetti azionari, mentre facevano discorsi di patriottismo, abnegazione, purezza razziale, nazionalismo e gloria, solo per impinguare il proprio portafogli. Gente dello stampo di Hearst causò in modo considerevole la rovina di un’era di civiltà. Non le importava niente di quanti uomini morissero credendo in quel clamore superficiale. La generazione successiva vide come stavano veramente le cose e il patriottismo, l’idealismo e altri valori morirono, perché erano stati corrotti allo scopo di servire i fini nascosti ed egoistici di questo gruppo d’interesse particolare.

Di tanto in tanto nella storia, piccoli gruppi con idee fisse si sono alleati tra loro abbastanza da infiltrare la vita politica, economica e sociale della nazione, e, approfittando di qualche disastro generale, sono emersi all’improvviso come forza trionfante.

I loro veri obiettivi sono rimasti dissimulati fino all’ultimissimo momento, quando la popolazione all’im-provviso si è resa conto di essere oppressa da uomini con interessi particolari, che occupavano tutti i posti chiave e avevano in pugno tutte le forze militari.

La libertà svanisce. La vita politica all’improvviso si solidifica diventando un’idea fissa. La coercizione e il terrorismo schiacciano ogni opposizione.

Persino coloro che hanno contribuito ad attuare la sopraffazione, ma i cui interessi particolari ora non servono più, vengono schiacciati insieme al resto della popolazione.

Nasce così un regime totalitario.

La storia è disseminata di relitti che seguono le macchinazioni dei gruppi d’interesse particolare. Persino Atene perse la sua gloria e la sua libertà a causa delle celate azioni interne del “partito macedone” che, in seno al senato ateniese stesso, minò segretamente la democrazia di Atene per soddisfare i propri secondi fini. Corrotti da Filippo di Macedonia, questi uomini vendettero l’intera Grecia, dando l’avvio a un regime totalitario, da cui la Grecia non riuscì mai a risollevarsi completamente.

Nel nostro secolo, Hitler, lavorando segretamente, reclutando all’inizio proprio gli ebrei, le cui industrie e giornali gli facevano comodo, e promettendo qualunque cosa eccetto ciò che aveva veramente in mente di fare, emerse all’improvviso nel 1933 dopo aver assegnato tutti i posti e le organizzazioni.

Il resto di questo truce totalitarismo lo conosciamo.

Ogni volta che una nazione viene colpita da un disastro, qualche gruppo d’interesse particolare potrebbe vedere in ciò la propria occasione. E nessuna nazione è sprovvista di tali gruppi.

Essendo folli, i gruppi d’interesse particolare, nella loro maggioranza, raramente riescono a erigere un sistema totalitario. Non riescono a infiltrarsi in gruppi d’interesse generale a livelli abbastanza alti e in numero sufficiente. Oppure falliscono al loro interno. Quando si abbatte il disastro che ardentemente desiderano, loro ci provano. Il fatto che non sempre abbiano successo nel loro intento non li rende meno pericolosi.

Il test che determina in che cosa consista un gruppo d’interesse particolare è questo: “Queste persone fanno, e cercano di fare, ciò che loro stesse e i loro portavoce dicono che cercano di fare?”. Se è così, sono un gruppo d’interesse generale.

Se un gruppo promuove una serie di obiettivi, ma è ispirato da ambizioni segrete e nascoste, si tratta di un gruppo d’interesse particolare.

Giustamente, il pubblico detesta e teme i gruppi d’interesse particolare. Purtroppo, molti propagandisti d’interesse particolare cercano di attribuire a qualche innocente gruppo d’interesse generale interessi nascosti che esso non ha: questo è un trucco comune nella propaganda.

La prova del nove è la vera e propria documentazione dell’interesse particolare celato.


A volte la prova non appare mai, ma appaiono le effettive intenzioni del gruppo; il che denota un singolare fallimento da parte delle forze dell’ordine.

Una comparsa così improvvisa non avviene solo nell’ambito politico, un esempio è l’assorbimento delle banche statunitensi, nel 1932, in cui le grandi catene bancarie usarono uomini politici di copertura per rovinare tutte le banche private e appropriarsi del patrimonio della nazione. Da quel momento le nazioni sono rimaste in preda a una schiavitù economica. La cosa emerse tanto all’improvviso ed era così ben “giustificata”, che agli economisti ci volle un quarto di secolo per iniziare a rendersi conto che era in corso una totale rivoluzione economica e finanziaria e che esisteva un nuovo “totalitarismo” bancario, in cui nessuna banca indipendente riusciva a far sentire la propria voce. Tutte le nazioni occidentali sono ora dominate completamente da un singolo gruppo. Esso gestisce le cose abbastanza malamente (con tutta quell’inflazione e quel dare ordini in politica) che la grande maggioranza, privatamente, è convinta che questi tipi abbiano in mente qualcos’altro. La gente è preoccupata. Forse a ragione, forse a torto. Ma questo gruppo ora attinge direttamente, con decisione e senza pietà, dalle tasche di tutti gli uomini delle nazioni occidentali.

Il totalitarismo di Stalin è un esempio di gruppo d’interesse particolare all’interno di un altro gruppo d’interesse particolare. La sua comparsa ha ancora delle ripercussioni.

In base alla documentazione, i gruppi di copertura degli psichiatri sono gruppi d’interesse particolare. Non fanno che parlare al pubblico di salute mentale. Ma, in ogni convegno, e nelle pubblicazioni destinate alla loro cerchia privata più esclusiva, le cose di cui parlano e a cui prestano orecchio sono: l’eliminazione di tutti i confini, la distruzione di tutte le costituzioni e altre questioni politiche, il che non denota altro che la loro ambizione di dominare il mondo. Per essere un pugno di strizzacervelli, la loro infiltrazione politica e organizzativa è estremamente singolare. Il loro interesse nei facili sequestri di persona e la loro condotta negli istituti è completamente in contrasto con la facciata di “salute mentale” che offrono al pubblico.

Hanno dimostrato chiaramente di poter far approvare qualunque progetto di legge in seno alla maggior parte dei corpi legislativi. Sono gomito a gomito con i principali personaggi politici. Dominano il modo di pensare delle forze armate.

Sono dei tipi interessanti. A livello mentale agiscono altrettanto follemente di qualsiasi altro totalitario sia mai venuto al mondo.

Anche nel manuale di difesa civile degli Stati Uniti, in caso di disastro nazionale, il ruolo assegnato a questi tipi è quello di “sequestrare chiunque cerchi di fare qualcosa di efficace”.*

Le persone che operano nel campo della mente e agiscono veramente in quest’ambito, di solito parlano di casi. Se vi avvicinate a degli auditor di Scientology sentirete parlare di casi. Non sentite parlare di mettere editori, politici e forze armate sotto controllo. Questo perché appartengono ad un gruppo d’interesse generale che fa quello che dice di fare: audisce e addestra le persone nel campo della mente.

Ma gruppi di copertura degli psichiatri non fanno quello che dicono di fare. Loro non guariscono nessuno. E, sottoposti a pressioni isteriche nella stampa, hanno ripetutamente urlato che i loro scopi sono del tutto incompatibili con quelli di Scientology. Quindi, se pur non hanno espresso i loro obiettivi, visto che gli obiettivi di Scientology consistono solo nel far stare bene le persone, si resta un po’ sorpresi.

Perché questi gruppi di copertura degli psichiatri non possono annunciare i loro obiettivi in pubblico? Se li leggeste lo sapreste. E non penso che il pubblico apprezzerebbe gli obiettivi degli psichiatri. “Noi psichiatri siamo interessati a distruggere i confini e fare a pezzi tutte le costituzioni.” Suonerebbe un po’ strano se lo annunciassero in pubblico, non è vero? Perciò lo dicono solo nelle loro pubblicazioni private.

La loro infiltrazione nella stampa e nella politica è così profonda, la loro influenza è così vasta, le loro attività e affermazioni pubbliche sono così differenti da ciò che stampano internamente, che questo li qualifica pienamente come gruppo d’interesse particolare.

E quando esaminate il loro sistema di coercizione e di terrorismo e i loro incessanti sforzi politici per espanderlo, avete proprio davanti agli occhi un totalitarismo intenzionale. Quel che è peggio è che abbracciano addirittura le idee di tutti i passati fautori del totalitarismo, sino al conte di Saint-Simon.

Ridicolo, vero? Lo è di sicuro. Ma ricordate quanto il mondo all’inizio ha riso di Hitler?

E il libro 1984 di George Orwell è basato esclusivamente su quello che succederebbe se gli strizzacervelli prendessero in mano il mondo.

L. RON HUBBARD
Fondatore

 * Di fatto, diverse trame vennero ordite all’interno di una comunità dell’intelligence americana in relazione all’arresto e alla detenzione di cittadini fastidiosi durante periodi di emergenza nazionale. In particolare, e sotto la bandiera dell’Agenzia Federale per la Gestione delle Emergenze, si trovavano piani per la costruzione di veri e propri centri di detenzione e pile di dossier dei potenziali reclusi di tali centri. – La redazione

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