Paul Haggis dalle parole della sorella Kathy

Paul Haggis

Continua la serie dei documenti che smascherano le bugie degli squirrel indipendenti.

La testimonianza di Ron DeWolf  (vedere articolo “La vera storia di Ron DeWolf”) ha sbugiardato le falsità diffuse da Bent Corydon pubblicate sul suo libro “Messia o Pazzo”, ampiamente promosso da squirrel e detrattori di Ron e di Scientology.

La prima parte (altre ne seguiranno) della conferenza di Jon Zegel (vedere articolo – “I Nastri di Jon Zegel Prima Parte”), smentisce le falsità diffuse dagli squirrel per trent’anni riguardo la Chiesa.

Le confessioni di Marty Rathbun e Mike Rinder (vedere articolo “Dannati per loro stessa ammissione”) smentiscono le bugie da loro stessi diffuse su COB, il MAnagement e sulla Chiesa, prontamente credute e amplificate dagli squirrel italiani.

Molte altre testimonianze di ex-squirrel e ex amici degli squirrel presenti su questo blog sbugiardano ulteriormente la “fabbrica di bugie” della banda Rathbun (vedere categorie “La Voce degli ex-squirrel” e “Testimonianze”).

Ecco ora la testimonianza della sorella di un altro campione della menzogna: Paul Haggis, che lo smaschera impietosamente.

Sulla vicenda dello sceneggiatore e regista di Hollywood Paul Haggis ci hanno marciato media, squirrel e anti-Scientologist “tradizionali”. La rivista “The New Yorker” ha pubblicato nel febbraio di quest’anno un servizio di 28 pagine dal titolo illuminante “L’Apostata”. Titolo quanto mai azzeccato e forse l’unica cosa vera in tutto il servizio.

Un titolo che fa eco alla definizione e descrizione degli apostati che abbiamo fornito nell’articolo “La credibilità degli apostati”.

Gli squirrel italiani, sulla scia del loro maestro Marty Rathbun, hanno pubblicato la storia di Haggis in una dozzina di post sul loro blog, incluso il lungo articolo del New Yorker, che hanno tradotto e pubblicato per intero. Perché no? Quando ERANO Scientologist sapevano quanto inaffidabili fossero i giornalisti, etichettati da Ron come mercanti di caos, ma oggi che sono squirrel, se ne fregano delle cose che Ron ha scritto e fanno comunella con ogni giornalista sia disposto a infamare Scientology.

Tiziano Lugli ha perfino affermato, nel maggio 2010, che le dichiarazioni pubbliche di Haggis contro la Chiesa hanno stimolato la sua curiosità e l’hanno avvicinato al blog di Rathbun.

Degno di nota il fatto che Haggis, dopo 20 anni che non frequentava la Chiesa di Scientology, tutto ad un tratto, nel 2009 ha dichiarato così rumorosamente il suo “abbandono di Scientology”, col pretesto che la figlia lesbica era stata “discriminata dalla Chiesa”.

La sorella di Paul Haggis, Kathy, qualche mese fa ha pubblicato sul suo blog (http://kathyhaggis.wordpress.com) una lettera da lei inviata alla rivista The New Yorker in cui spiega la sua versione e analisi della vicenda riguardante suo fratello.

Ecco la traduzione del testo di quella lettera:

kathy haggisInviata: Mercoledì, 6 febbraio, 2011, 17:35

A: David Remnick (The New Yorker, Capo Redattore)

Oggetto: Paul Haggis/L’Apostata, 14  feb.

Egregio signor Remnick,

Vorrei dire la mia riguardo al profilo su Paul Haggis da voi pubblicato (L’Apostata, 14 febbraio 2011). Come sapete, sono la sorella di Paul e ho mantenuto con lui relazioni personali e professionali nei primi 18 anni della sua carriera.

L’articolo del sig. Wright abbonda di affermazioni inaccurate e non veritiere riguardo a Scientology, e mi preme fare chiarezza sulle accuse lanciate da Paul Haggis, che si focalizzano su tre punti principali:

  1. Quando nel 2009 Paul annunciò le sue “dimissioni”, mi fu difficile prendere la cosa seriamente poiché, per conoscenza diretta, so che da circa 20 anni Paul non aveva più avuto contatti significativi con Scientology e che dal 1977 non aveva fatto alcun progresso importante nello studio della religione.

Per diretta osservazione (e mi sono vista con Paul ogni settimana, se non ogni giorno, dal 1978 fino al 1995) la chiesa non ha fatto altro che cose positive per lui. Paul era arrivato a Los Angeles con l’intenzione di fare lo scrittore professionista ma senza alcuna esperienza in questo campo né conoscenze che lo potessero aiutare, vale a dire uno dei tanti “vorrei  essere ...” (ndr: “wannabe”). Il Celebrity Centre gli mise a disposizione dei contatti che gli permisero di dare inizio alla sua carriera. Quei contatti resero possibili i suoi primi incarichi come freelance e in seguito gli assicurarono il primo lavoro come sceneggiatore di una sitcom trasmessa in prima serata. Da lì, per Paul,le porte si sono spalancate e gli è stato facile trovare lavoro in altri show. Paul era trattato con tutti i riguardi dalla chiesa, sia prima che avesse successo e sia dopo. Prima delle sue “dimissioni” non ha mai fatto menzione alle problematiche di cui ora si lamenta.

  1. La figlia di Paul (che lui dice sia  stata discriminata, cosa però mai confermata dalla stessa) è stata accolta a braccia aperte nella Chiesa. Il suo orientamento sessuale non ha mai rappresentato un problema; da una verifica da me fatta direttamente, lei si dichiara soddisfatta dei servizi ricevuti ed era intenzionata a farne altri. L’unico motivo per cui ha smesso è che Paul l’ha scoraggiata dal partecipare e l’ha spedita in un college in un’altra città. Se qualche personaggio maldestro ha fatto commenti denigratori sul fatto che mia nipote è lesbica è certamente riprovevole, ma la responsabilità dell’averlo fatto è solamente di quell’individuo. L’appartenenza è aperta a tutti e la chiesa riflette la società di cui fa parte.

Comunque, tutte le mie nipoti sono ragazze forti, istruite e privilegiate e sono perfettamente in grado di valutare quello che, a tutti gli effetti, altro non è che un “caso” fondato su pochi pettegolezzi.

Paul tiene comunque posizione ambigua nella vicenda. Asserisce di aver lasciato Scientology perché la chiesa non ha preso una salda posizione su una questione politico-legislativa riguardante l’omosessualità che stava venendo discussa in California, non essendosi pronunciata né a favore né contro. Eppure Paul rimane strettamente legato e attivo alla Chiesa Cattolica Romana, in seno alla quale è stato allevato ed educato per dieci anni. La Chiesa Cattolica Romana è notoriamente e pubblicamente schierata contro i gay, è forse una delle principali istituzioni sulla terra che si dichiara apertamente contraria ai gay. Quindi come mai Paul non prende le distanze anche dalla Chiesa Cattolica, se quello è il vero problema? Perché invece raddoppia i suoi sforzi per portare all’attenzione della stampa la beneficenza che i Cattolici stanno facendo per Haiti? Sebbene  il lavoro che Padre Frechette sta facendo sia meraviglioso e certamente degno di sostegno, se Paul è così risentito riguardo alla discriminazione dei gay, perché sta raccogliendo milioni di dollari per dare supporto a una missione creata dalla Chiesa Cattolica Romana? Non ci sono altri enti di beneficenza laici che stanno aiutando la popolazione di Haiti che valga la pena di aiutare?

Curiosamente, Paul sbandiera anche i riconoscimenti che ha ricevuto da molte associazioni Cattoliche. Perché non li restituisce come segno forte e pubblico di disapprovazione per le loro pratiche discriminatorie?

Suppongo che Paul risponderebbe che non ha lasciato la Chiesa Cattolica Romana perché la verità e che lui, da molti anni, non è più un Cattolico praticante. Ma, come qui dimostrato, non era neanche uno Scientologist praticante, quindi perché discriminare noi?

  1. Paul rilascia dichiarazioni enfatiche per convincere i vostri lettori di aver fatto una ricerca esaustiva su quelli che lui percepisce essere le pecche della chiesa. Ha persino detto a uno dei nostri ministri “la ricerca è qualcosa di cui posso andare orgoglioso”.

In tutti gli anni in cui ho lavorato con Paul, non ha mai fatto alcuna ricerca. Lo so, perché, vedete, le le facevo io le ricerche per lui. Ma anche quando gliele mettevo sotto il naso, cerchiate con frecce che ne indicavano i risultati, lui non le ha lette. (e quando non ero io a farle, Paul, le ha fatte tua moglie, o tuo padre, o tua figlia, o la tua assistente, o lo stagista, ma mai tu). E non hai mai guardato neanche le loro di ricerche, se potevi evitarlo, vero? (Come nota, le ricerche fatte con Google sui siti di estremisti che sono disposti a pubblicare qualsiasi bugia nel tentativo di infangare la loro ex religione, non qualifica come “ricerca” legittima).

La triste verità (e anche Paul lo ammetterà) è che lui non ha mai veramente sperimentato o osservato alcuna delle presunte pecche che ora asserisce esistere nella nostra chiesa.

Quindi se voi eliminate la grande quantità di spazzatura che lui ha letto su internet e che ha poi rigurgitato, quale delle lamentele di Paul è legittimata? Vediamo:

  • Asserisce che stava cercando la redenzione, sperando di essere salvato da se stesso, ma così non è stato.
  • Ha letto i successi scritti da numerose persone e non riusciva a credere che qualcuno potesse essere così felice, o che i rapporti con gli altri fossero migliorati ed era contrariato perché non riusciva a raggiungere gli stessi risultati.
  • Si è lamentato di essere stato trattato con rispetto e cortesia e amicizia e che non se lo meritava.

E’ spaventoso.

Nel vostro articolo, Paul ammette che quando è entrato in Scientology era una persona con un sacco di difetti. Ha confessato freddamente di aver avuto un passato oscuro, quasi criminale, definendo se stesso “un cattivo ragazzo”. In questo punto dell’articolo mentalmente contorto del signor Wright, sono rimasta sorpresa nel vedere apparire un pallido barlume di verità. L’ammissione di Paul della sua permanente incapacità di impedire a se stesso di commettere atti dannosi nei confronti di altri: questo è il commento più onesto che gli abbia mai sentito fare e anche se apprezzo il suo tentativo di redimersi, il solo fatto che lui abbia lavorato così duramente per giustificare e oscurare tutto il resto di cui ci sarebbe da dire, mi fa pensare che ci sia un iceberg di dimensioni titaniche che cova sotto la superficie.

Paul non ha compreso un principio molto semplice ma molto potente di Scientology: mani pulite fanno una vita felice. Se un individuo non riesce a fare ad aderire a un codice etico abbastanza a lungo da essere aiutato, allora non esiste possibilità di redenzione. E Paul l’ha ammesso, quando questa cosa gli è stata indicata, ma ha deciso che non avrebbe seguito i programmi che gli erano stati assegnati e che lo avrebbero aiutato a ottenere risultati stabili.

Paul ha preferito andarsene e unirsi a un gruppo con cui ha delle cose in comune: altri apostati che non sono stati in grado di adeguarsi agli standard etici della chiesa. Nel vostro articolo Paul ha usato bugie accuratamente elaborate da loro per trascinare nel fango la reputazione degli executive della chiesa, aggiungendo a questo il suo tocco maestrale: mettere le mani avanti, affermando a gran voce che, entro un paio di anni, la chiesa probabilmente si vendicherà di lui.  Suppongo che lui speri che quest’affermazione infondata possa mettere in dubbio altre cose che lui ha fatto, se per caso dovessero essere scoperte.

Paul ha sempre amato fare crociate che diano grande visibilità, ma costruirne una su "sentito dire", qualunque sia lo scopo, è grottesco.

Distinti saluti,

Kathy Haggis

(Nota: altre informazioni illuminanti su Paul Haggis si possono trovare sul seguente blog: http://kathyhaggis.wordpress.com)


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