Quanti nodi! Povero pettine

inferiata

«Un attaccante è come una casalinga che dice in municipio che i suoi vicini curano malissimo la loro casa. Ma quando aprite la sua porta, i tegami e i pannolini sporchi si riversano sulla veranda.»

L. Ron Hubbard
(HCO PL 18 febbraio 1966)

Ricordate gli articoli Ancora nodi al pettine col Narconon – parte prima e parte seconda pubblicati la scorsa estate?

In effetti c’è tutta una sezione dal titolo I nodi vengono al pettine che tratta dei contraccolpi che sta ricevendo una cricca di personaggi (squirrel, anti-sette, giornalisti senza scrupoli, eccetera) che, spargendo dicerie e false accuse, avevano causato problemi legali alla Chiesa di Scientology di Torino e cercato di far chiudere il Narconon Piemonte.

A quanto pare la legge del contrappasso (da Wikipedia: contra e patior, “soffrire il contrario”) è ancora all’opera per costoro che, dopo aver fallito nei loro maligni intenti, stanno ora assaggiando un po’ della loro stessa medicina.

Il giornalista Massimo Numa e il direttore de La Stampa sono stati rinviati a giudizio per il bieco scherzetto che avevano tentano contro la Chiesa di Scientology. Altri della stessa schiera stanno ricevendo avvisi di garanzia di cui parleremo in seguito.

eleonora artesioLa vicenda del Narconon Piemonte è iniziata nel dicembre 2010 con due atti praticamente contemporanei: un ordinanza di chiusura del centro Narconon emessa dal Sindaco di Villafranca D’Asti datata 3 dicembre, poi un’interrogazione della consigliere regionale Eleonora Artesio (foto a sinistra) datata 7 dicembre che rafforzava l’azione del Sindaco.

Il testo intero l’abbiamo pubblicato nell’articolo linkato sopra assieme alle prove del coinvolgimento di alcuni personaggi a noi noti.

Solidale con la Artesio, il 17 gennaio 2011, l’Assessorato Tutela della Salute  e Sanità, Politiche Sociali e Politiche per la Famiglia della Regione Piemonte ha risposto all’interrogazione informandola che anche loro hanno sollecitato il Sindaco di Villafranca per far chiudere il Narconon. Ecco un estratto:

risposta all'interrogazione

Purtroppo per questi zelanti signori, il Sindaco ha perso davanti al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale), sia nell’udienza di sospensione dell’ordinanza che nel merito. Il TAR non è stato per niente gentile nella decisione che evidenziava le incongruenze e l’irregolarità dell’ordinanza sindacale, così la vicenda non ha avuto seguito e il Narconon continua ad operare.

Al termine del contenzioso, viste le irregolarità dell’ordinanza che chiedeva la chiusura del Narconon Piemonte, il Sindaco è stato querelato e, a quanto pare, la giustizia sta facendo il suo corso dato che, il 28 maggio 2012, la Giunta Comunale di Villafranca D’Asti si è riunita per discutere dell’avviso di garanzia ricevuto dal Sindaco dalla Procura della Repubblica di Asti, essendo lo stesso indagato per il reato di cui all’articolo 328 del codice penale, “rifiuto di atti d’ufficio, omissione”. Ecco di seguito il passaggio chiave del verbale della giunta comunale.

verbale giunta villafranca

Le parti si sono invertite ed ora tocca a loro rendere conto della legalità degli atti con cui volevano chiudere il Narconon. Un’ordinanza pretestuosa, emessa senza rispettare le corrette procedure per rendere impossibile la difesa del Narconon, e senza tener conto del benessere e della vita dei giovani tossicodipendenti.

Ma il rinvio  a giudizio del giornalisti de La Stampa e l’avviso di garanzia notificato al Sindaco di Villafranca non sono gli unici nodi che stanno venendo al pettine per questi signori. Anche la consigliere Artesio, stando alla stampa recente, deve rendere conto della correttezza del suo operato.

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POLITICA

11/12/2012 – IL BLITZ DELLE FIAMME GIALLE

Vestiti e cene a spese della Regione
Peculato, quattro consiglieri indagati

michele giovineAvviso di garanzia per Giovine, Lupi, Artesio e Stara. Nel mirino della Procura di Torino la gestione dei fondi da parte dei gruppi consiliari

CLAUDIO LAUGERI
TORINO

Blize della Guardia di finanza nella sede dei gruppi consigliari della Regione Piemonte. L’inchiesta è quella sulle spese sostenute da alcuni consiglieri regionali aperta mesi fa e coordinata dal pm Enrica Gabella.

I finanzieri hanno perquisito le abitazioni di Michele Giovine, consigliere regionale e capogruppo della formazione “Pensionati con Cota”, di sua sorella, dipendente della formazione politica, e presso la sede consiliare del gruppo. Contestualmente le Fiamme Gialle hanno notificato avvisi di garanzia ad altri tre consiglieri regionali, in qualità di unici componenti delle rispettive formazioni consigliari. Si tratta di Elenora Artesio (“Per la Federazione-Sinistra Europea”), Maurizio Lupi (“Verdi-Verdi-L’Ambientalista per Cota”), e Andrea Stara (“Insieme per Bresso”). Per tutti e quattro gli indagati l’ipotesi di reato è di peculato.

Centri estetici, viaggi e biglietti per partite di calcio, persino un tagliaerba e un frigorifero. Sono alcune voci di spesa finite nel mirino della Procura di Torino, nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dal Pm Andrea Beconi e dal sostituto Enrica Gabetta, sui rimborsi spese dei consiglieri regionali del Piemonte.

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 Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso e stiamo a vedere quali altri nodi verranno al pettine. Un uccellino ci ha riferito che anche qualche forcaiolo che ha cavalcato l’onda per spargere notizie diffamanti dovrà presto fare i conti con la lenta ma inesorabile lunga mano della giustizia.

Etica e Verità


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