Scientology e l’attuale civiltà moderna occidentale

L. Ron Hubbard

di Wattaabinae

Leggendo uno degli ultimi bellissimi post di Etica e Verità, e riflettendo molto in generale sulla attuale situazione di Scientology, un pensiero è corso a tutta questa storia degli squirrel degli ultimi giorni (che poi si sono sposati anche con gli squirrel di qualche anno fa).

Al che una scena mi è apparsa chiara. Nella mente si è formato un concetto nitido e preciso. Lo condivido con voi, convinto che anche a chi legge esso apparirà chiaro come il sole.

Siamo sinceri. Chi di noi è nel giro di Scientology da molti, molti anni è sicuramente d’accordo nell’affermare di “averne viste delle belle”. Soprattutto coloro che sono stati in una qualche misura attivi, sono certo abbiamo avuto le loro belle e tempestose esperienze. Chi è stato sullo staff, chi è stato attivo nella disseminazione, chi ha portato avanti progetti con il CCDU, Applied Scholastics, Wise, Narconon e tutte le altre iniziative di riforma sociale.

In Scientology tutto si può dire tranne che manchi l’avventura o che la routine (nell’accezione peggiore che possiamo mai dargli) la faccia da padrona.

Vediamo per un attimo di riassumere tutta questa faccenda degli “indipendenti” e delle loro accuse (o presunte tali) alla Chiesa di Scientology, agli scientologist conformi a sorgente, a L. Ron Hubbard e alla tecnologia di Scientology stessa. Così, senza peli sulla lingua, senza reticenze ma con la calma dei forti.

Ci vuole forza in questo universo. L. Ron Hubbard dice:

«E’ un universo duro. La patina sociale lo fa sembrare mite. Ma solo le tigri sopravvivono: ed è dura anche per loro.»

LRH – (HCO PL 7 febbraio 1965 “Mantenere Scientology in Funzione”)

E’ un universo di forza questo. Un immane, incredibilmente gigantesco pentolone in cui si scontrano energie e in cui a dominare è la forza bruta. Osserviamo quale sia la nostra umana reazione ai disastri naturali quando questi entrano in conflitto con i nostri spazi e i nostri movimenti.

Sappiamo che la méta del theta è la conquista dell’universo fisico. L’arma in più di theta è la capacità di comprendere. Questo è vero, profondamente vero. Ma c’è anche un altro aspetto che non possiamo trascurare. E questo è che per sopravvivere e conseguire le proprie mete l’intelligenza e la ragione non bastano: in realtà ci vuole un equilibrio di forza e intelligenza.

«Da questo imparai due lezioni:

  1. La forza non è niente senza abilità e tecnica, anzi, senza abilità e tecnica la forza dei bruti è disprezzabile.
  2. La forza ha due facce, una per il bene e una per il male. E’ l’intenzione che determina la differenza.»
    LRH
    – (HCO PL 7 dicembre 1969 “Lo scopo di etica”)

Inoltre la forza è strettamente legata alla responsabilità. In una conferenza tratta dal “ Primo congresso internazionale di dianeticist e scientologist”, L.RonHubbard spiega:

«L’intera questione della responsabilità consiste in questo. La responsabilità consiste nella capacità di dirigere con successo la forza o nella capacità di rispondere, secondo la sua stessa definizione. La responsabilità è la capacità di dirigere con successo la forza.

Una persona che non è in grado di gestire la forza non potrà prendersi delle responsabilità.

[…]

In questo universo, senza la forza non si può avere responsabilità. Se una persona è incapace di usare la forza, non potrà essere responsabile.» – LRH

Siamo impavidi, quindi. Siamo sfacciati, forti e coraggiosi. Ma anche assennati, etici e giusti. Usiamo la forza e prendiamoci responsabilità per le cose, le persone e l’intero universo.

Nutro personalmente un grande amore e rispetto per ogni uomo sulla terra. Anche quando una persona ne combina di cotte e di crude, in fondo in fondo cerco di vedere quale sia la visione del mondo che si ha da quegli occhi. Come ha potuto ficcarsi in quella condizione?

Non mi piace giustificare le persone né sminuire le loro responsabilità. Ma meno, molto meno di coloro che sbagliano mi piacciono coloro che si ergono a giudici non richiesti, coloro a cui quasi quasi piace sentirsi superiori ai miseri peccatori quando li additano tra la folla.

Non mi piacciono i moralizzatori e i moralisti. Non mi sono mai piaciuti. E conoscere Scientology mi ha fatto capire perché.

Non è una questione di chi è bravo e di chi non lo è.

Non è l’ottica con cui si dovrebbe guardare tutta la scena.

E’ una questione di COME SI FA AD USCIRE DALLA PALUDE FANGOSA IN FONDO AL PRECIPIZIO IN CUI SIAMO FINITI!

Come si fa?

Ci sono cose che sono allineate e contribuiscono ad uscire dal fango, a risalire le pareti del burrone e che spingono verso l’alto. E ci sono cose che non lo fanno. E che anzi gettano ancora più in basso le persone.

Tutto qui.

Si tratta semplicemente di gestire questi due aspetti delle azioni e dei comportamenti degli individui. Etica è lì per questo. Una specie di vigile urbano che gestisce chi si muove.

Quindi questa spassionata riflessione è fatta per coloro che sono in Scientology, che sono conformi alla sorgente e desiderosi di aiutare. E’ fatta per coloro che vorrebbero essere in Scientology ma ne scivolano qualche volta fuori e che vorrebbero aiutare ma non sono sicuri di essere d’aiuto. E’ fatta anche per coloro che hanno dubbi su Scientology, sull’aiuto, sulla sorgente e su loro stessi. Ed è anche fatta per coloro che non sono in Scientology e stanno distruggendo malgrado dicano di aiutare.

Cos’è Scientology? Scientology è una strada, una via. Prima di ogni altra cosa è un percorso. Tra questo altopiano e uno posto più in alto, dove non esistono guerre, criminali né pazzia. Un altopiano dove l’abile è premiato e lo scansafatiche rimesso a posto. Dove si possono giocare giochi di un livello più elevato e più degno della nostra natura.

«Scientology è un sistema funzionale. Questo non significa che sia il miglior sistema possibile o un sistema perfetto. Ricorda ed usa questa definizione. Scientology è un sistema funzionale.

In cinquantamila anni di storia solo su questo pianeta, l’uomo non ha mai ideato un sistema funzionale. E’ improbabile che nel prossimo futuro ne ideerà un altro. L’uomo è prigioniero di un labirinto immenso e intricato. Per uscirne, deve seguire il cammino accuratamente tracciato in Scientology. Scientology lo porterà fuori dal labirinto. Ma soltanto se seguirà le esatte indicazioni nei tunnel.

Ho impiegato un terzo di secolo in questa vita per tracciare questa via di uscita. E’ stato dimostrato che i tentativi dell’uomo di trovare vie diverse non sono approdati a nulla. Ed è altrettanto evidente che la via chiamata Scientology conduce effettivamente  fuori dal labirinto. E’ un sistema funzionale, una via che può essere percorsa.

[…]

La gente ha confuso il concetto di seguir la via con “il diritto di avere le proprie idee”. Naturalmente, chiunque ha diritto alle proprie opinioni, alle proprie idee e alle proprie realizzazioni, purché non sbarrino l’uscita a se stessi e agli altri.

Scientology è un sistema funzionale. Traccia chiaramente l’uscita dal labirinto. Se non vi fossero tracce visibili per indicare i tunnel giusti, l’uomo continuerebbe a brancolare come fa da millenni, lanciandosi in percorsi sbagliati, girando a vuoto, per ritrovarsi nel buio più fitto, da solo.

[…]

Scientology è qualcosa di nuovo: è una via di uscita. Non ce n’è mai stata una prima d’ora. Nessun discorso persuasivo al mondo riuscirà a rendere buona una strada cattiva. E le strade cattive che siamo persuasi a prendere sono una miriade. Il loro prodotto finale è ancora più schiavitù, ancora più ignoranza, ancora più disperazione.

[…]

Scientology è un sistema funzionale. La strada è tracciata. La ricerca è completa. Ora bisogna semplicemente percorrere la strada.»

L. RonHubbard
(HCO PL 14 febbraio 1965 “Salvaguardare la tecnologia”)

A qualcuno di noi piacerebbe che questo percorso, questa strada fossero una passeggiata. A qualcun altro piacerebbe addirittura che esistessero taxi che ci venissero a prendere e ci portassero dall’altra parte senza sforzo alcuno. Forse qualcuno ha anche preteso che venisse addirittura pagato per essere trasportato.

Diciamolo francamente (se siamo coraggiosi e con gli attributi spirituali): l’homo sapiens è, in questo momento, una razza decadente. L’uomo è l’ombra di se stesso.

Ben pochi di noi riuscirebbero a sopravvivere in una società di qualche secolo fa.

Le comodità moderne e lo stile di vita attuale ci hanno dato qualità e confort ma ci hanno tolto forza, coraggio, spessore e altre decine di qualità.

E il degrado è sempre più esponenziale.

Siamo passati da essere uomini che vivevano la vita a uomini che vivono la vita di altri in qualità di spettatori.

Ma non è necessario paragonare l’uomo moderno a quello della conquista del west per vedere le differenze. Se prendiamo un italiano medio degli anni ’50 e lo paragoniamo ad un italiano medio di oggi, ci mostra una differenza in termini di “capacità di sopravvivere” pazzesca. Non è un luogo comune. E’ una percezione diffusa. E’ diverso.

Il pianeta terra nel 2013 non è il pianeta terra del 1983, che non è il pianeta terra degli anni ’60 e così via. Ci sono forze in gioco che, benché adesso vengano più o meno correttamente svelate su libri e siti internet, in modo molto chiaro LRH ci ha descritto in Ron Journal 67 quasi 50 anni fa.

«I nostri nemici, su questo pianeta, sono meno di 12 uomini. Sono membri della Bank of England e di altri circoli finanziari superiori. Possiedono e controllano catene di giornali e, per quanto possa sembrare strano, sono i direttori di tutti i gruppi di sanità mentale che sono spuntati nel mondo. Bene, questi tipi sono molti interessanti: hanno un passato incredibilmente corrotto, figli illegittimi, prevaricazioni varie. Sono persone molto repulsive. A quanto pare, una volta, in un passato piuttosto lontano, hanno scelto di seguire una certa linea di azione.

Avendo il controllo della maggior parte delle riserve d’oro del mondo, hanno dato il via ad un piano per trascinare ogni governo alla bancarotta e tenerlo in pugno, in modo che nessun governo fosse libero di prendere azioni nel campo politico senza il loro permesso. Il resto del loro piano apparente consisteva nell’uso della sanità mentale (vale a dire dell’elettroshock e della lobotomia pre-frontale praticate dagli psichiatri) per eliminare dalla loro strada qualsiasi dissenziente politico. Erano loro i promotori del disegno di legge “Siberia” che fu quasi approvato dalla camera dei deputati negli Stati Uniti. E che se ricordo bene, fu approvato dal Senato.

Un disegno di legge che conferiva a qualsiasi governatore di qualsiasi stato negli USA, il potere di prelevare semplicemente chiunque dalla strada e di mandarlo in Alaska. Noi sconfiggemmo questo disegno di legge “Siberia” e molti altri decreti analoghi di sanità mentale tra virgolette. Ma prima d’ora, non abbiamo mai saputo da chi provenivano. Comunque sia, questa gente è riuscita per mezzo di raggiri vari, a far sì che quasi ogni governo del mondo le fosse debitore di ingenti somme di denaro. E naturalmente controlla il sistema delle tasse sul reddito e le finanze statali.

Wilson, per esempio, l’attuale premier d’Inghilterra è del tutto implicato negli affari di queste persone e, in effetti, non parla d’altro. Essi hanno organizzato questi gruppi di igiene mentale che sono spuntati contemporaneamente in tutto il mondo e ogni cosa il cui nome comprende sanità mentale o… igiene mentale o… altre cose di quel tipo (altre cose con nomi analoghi) fanno tutte parte dell’organizzazione capeggiata da questi uomini. In realtà, meno di dodici.»

L. Ron Hubbard
(Giornale di Ron ‘67)

Ma parliamo di questo non per inoltrarci nel complottismo del nuovo ordine mondiale, nel signoraggio bancario o nella finzione degli schemi politici dei moderni paesi occidentali. Parliamo di questo concetto per comprendere che non si può capire bene un dato se non si ha una scena in cui inserirlo.

«Se non si ha familiarità col modo in cui una scena (un’area) dovrebbe essere, non è facile individuarne gli outpoint (dati illogici).

Ci riferiamo a ciò che potremmo chiamare scena o situazione IDEALE. Se non si conosce la scena –o situazione – ideale, è difficile che si riescano a osservare i punti non ideali che essa contiene.

[…]

La regola è:

SI DEVE ESSERE IN POSSESSO DI UNA SCENA IDEALE A CUI PARAGONARE LA SCENA ESISTENTE.»

L. Ron Hubbard
(HCO PL 18 maggio 1970 “Familiarità”)

Di quale dato parliamo? Del fatto che Scientology è arrivata come soluzione per una civiltà che si stava avviando alla propria rapida distruzione.

NON POSSIAMO MAI (e poi MAI, e poi MAI, e poi MAI, e poi MAI, e poi MAI…..) dimenticare che senza l’arrivo di Scientology, adesso l’uomo forse non sarebbe neppure qui a guardare la sua tv, le sue partite di calcio e i suoi nuovi fiammanti smartphone. E se anche fosse stato ancora qui, non lo sarebbe stato per molto.

Scientology è la soluzione per evitare che questa civiltà umana finisca in rovina. Non solo, Scientology è la soluzione per restituire piena libertà a tutti gli esseri di questo universo. Scusate se è poco.

«Va bene mettersi comodi e sperare nel “meglio nel migliore dei mondi possibili”, ma questa è la via verso il suicidio personale e nazionale. La civiltà dell’uomo oggi sta procedendo con passo incerto, e se non ci sarà un grande cambiamento in essa, l’uomo non sarà qui per molto tempo ancora, e nessuno di noi lo sarà.
I tempi devono cambiare.

Oggi, noi, in quanto cultura, siamo sospesi sull’orlo della distruzione. Non ha importanza se questa distruzione verrà con una drammatica esplosione o con uno sconvolgimento politico o con la putrefazione del marciume sociale. Verrà. Non è necessario che vi dica che cos’è che non va. Potete guardarvi attorno voi stessi e vedrete innumerevoli situazioni critiche, tutti segni di decadenza e fonti di dolore. Voi sapete che non dovrebbe essere così. Fingere che oggi stia andando tutto bene è come mettersi a fischiettare nel mezzo di un uragano. Non serve a niente.

[…]

L’uomo è malato e le nazioni sono impazzite. Azioni comuni compiute da certe nazioni non verrebbero tollerate nemmeno per un istante nella condotta di un individuo. Una persona del genere verrebbe rinchiusa. Noi non possiamo – nessuno di noi – andare avanti fingendo che tutto vada bene o che tutto andrà bene. Non è così.

A meno che non riceviamo la consulenza spirituale di Scientology, noi periremo in quanto esseri. A meno che non venga effettuato uno sforzo ingente ed efficace per fermare il declino dell’uomo, questo pianeta ritornerà ad essere un arido deserto. Certamente, con le bombe, il razzismo e la crudeltà, l’uomo ce la sta mettendo tutta.

I tempi devono cambiare.»

L. Ron Hubbard
(Ability n. 179 del 20 marzo 1966 “I tempi devono cambiare”)

Ovviamente questa semplice verità è tale per chi ha sperimentato Scientology ad un certo livello. Mentre non lo è per tutti gli altri. Ma non è questo il succo del discorso ora e tale concetto potrebbe essere oggetto di specifica trattazione in un altro momento e in un altro articolo.

Dimenticare quale sia la portata dell’azione di Scientology è CAUSA di grandi errori di prospettiva. Pensiamo a tutti i dubbi che gli indipendenti e squirrel hanno generato in questi ultimi anni nella loro mente e che hanno anche cercato di trasmettere agli scientologist.

Org ideali, pubblicazione dei “Basics”, attività della IAS e via dicendo includendo l’applicazione dell’etica o la consegna della Carta dei Gradi.

Etica e Verità ha più e più volte smontato uno per uno tutti i punti su cui verteva la linea d’attacco dei fuoriusciti voltagabbana (non cito i nomi per mancanza di rispetto) e dei loro italioti compagni di merende.

Ma la visione d’insieme di una scena, a volte, da risposte più profonde e complete.

Se analizzassimo tutti i motivatori, le accuse, i presunti outpoint che gli indipendenti squirrel portano avanti nei loro blog ed email (quante volte però sotto falso nome!!!) alla luce di ciò che Scientology è e fa, non ci sarebbe neppure bisogno di sprecare il proprio tempo per smontare quelle falsità.

Alcuni scientologist, in qualche occasione, dimenticano che Scientology è nata, è cresciuta e si è sviluppata fino a questo punto all’interno di una società decadente, tendenzialmente fuori etica, segretamente controllata da persone soppressive e  criminali e piena di dati falsi sull’uomo e la vita.

Anche adesso Scientology non opera in una scena ideale.

E non lo fa perché è proprio il suo obiettivo quello di creare una scena ideale.

Pensare altrimenti sarebbe come immaginarsi un medico che si lamenta che tutti i suoi pazienti arrivino malati al suo studio. E’ ovvio che i suoi pazienti siano malati quando si recano da lui: è lui che li deve curare!

Noi sappiamo perché stiamo lavorando tanto duramente in Scientology!
Per creare quella scena ideale che ancora non c’è!

Org Ideali che con la loro semplice presenza mostrano cosa Scientology può fare per l’individuo e la società in pochi minuti. Luoghi in cui una qualsiasi persona, anche a digiuno dei libri di base di Dianetics e Scientology, possa avere almeno una vaga idea di quanto di valore sia la tecnologia in cui si è imbattuto.

Lavoriamo per creare orde di auditor che diano libertà a migliaia di persone per volta. Lavoriamo per trasformare ogni scientologist in uno scientologist ADDESTRATO in modo che egli non sia solo un teorico di Scientology ma un PROFESSSIONISTA capace di generare risultati in qualunque punto o situazione sociale si dovesse trovare. Lavoriamo per far sì che il Ponte sia sempre più facile da percorrere per chiunque. Lavoriamo per far sì che i membri dello staff delle Chiese e Organizzazioni di Scientology abbiamo lo scambio che meritano per il loro impagabile impegno e valoroso lavoro.

Ma adesso? Ancora non è così! Per quanto quel tempo sia più vicino di quello che possa sembrare ad una prima analisi.

E non parliamo dei tempi andati, quelli di cui parlavamo all’inizio dell’articolo che molti di noi hanno conosciuto.

Mi sembra ridicolo e frutto di una mente veramente ottusa dimenticare da dove tutta Scientology arrivi o da dove è partita.

E dimenticare dove è velocemente diretta in modo inarrestabile.

L. Ron HubbardScientology è stata sviluppata da un uomo di indescrivibile abilità e temperamento. Quest’uomo si è dato un compito e lo ha portato a termine.

Usando le stesse parole di L. Ron Hubbard in uno dei suoi pochi scritti in cui entra nel merito specifico della sua figura:

«Le mie motivazioni sono così difficili da capire perché, per lo più, escludono me dalla scena. Ed è improbabile che gli uomini egocentrici capiscano una cosa del genere, perché sanno che loro stessi non rinuncerebbero alla fama, alla ricchezza o al potere e così pensano che non lo farebbe neanche un altro.

Cercare di capire me o Scientology raccontando le avventure della mia vita è un’azione piuttosto illogica. Io sono io e non le mie avventure. Ho girato il mondo studiando l’uomo per capirlo e ciò che importa è lui , non le mie avventure durante questi viaggi.

Ho sempre agito in base all’idea alquanto ingenua che la mia vita appartiene a me e che la dovevo vivere come meglio potevo.

Una vita non è sempre facile da vivere e quando la propria diventa di “dominio pubblico”, come sembra sia successo alla mia, ci si ritrova ad essere impreparati e non si ha neanche la voglia di spiegare ogni singola cosa.

E’ stata vissuta, non può essere “svissuta” ed è così com’è. Le uniche cose che contano, quindi, sono i risultati derivanti dal solo fatto di essere vissuto.

Non ho mai considerato che valesse la pena vivere in modo credibile, dato che questo è un compromesso che rinnega la propria integrità.

Inoltre, cercare di spiegare le invenzioni tecniche di uno scienziato dal modo in cui suona il mandolino è naturalmente qualcosa che farebbe soltanto una persona molto ottusa, eppure c’è chi ci prova.

Il problema con la mia vita è che è stata ricca di avventure e sarebbe forse un interessante oggetto di lettura per gli appassionati di storie d’avventura.

Non si studia efficacemente l’uomo stando rinchiusi in una torre d’avorio e una delle mie intenzioni è stata di vivere una vita molto intensa, addentrandomi nei molti strati della società al fine di comprendere l’uomo.

E questo l’ho fatto. Non posso dire che mi siano piaciute tutte le cose che gli uomini fanno e dicono, ma posso dire che nonostante tutte le ragioni del mondo per non farlo, ho perseverato nell’aiutare l’uomo come meglio potevo e ho continuato ad essergli amico.»

L. Ron Hubbard
(dall’articolo “La mia sola difesa per aver vissuto”)

Stare ad analizzare in modo puntiglioso e morboso tutti gli aspetti della vita di LRH per trovare alcuni punti o fatti che lo collochino in cattiva luce, serve solo (nell’intento dei suoi detrattori) a portarlo più vicino ai bassifondi intellettuali dove essi stessi amano dimorare. Inutile dire che questa è un’operazione che disgusta nelle intenzioni a prescindere dai risultati. Nello stesso ordine di pensiero sono tutte le altre presunte obiezioni che gli squirrel sollevano.

Essere uno scientologist non è facile.

Perché uno scientologist non appartiene a questa civiltà ma è un messaggero della civiltà che verrà. Siamo una sorta di fattore estraneo a questa società. Non estranei perché non ne facciamo parte fisicamente ma estranei filosoficamente.

Non è facile dover lavorare il doppio o il triplo di una persona normale. Perché c’è la propria famiglia, c’è il proprio ponte, quello dei familiari, c’è la IAS, le Org Ideali, la disseminazione globale, i materiali e via dicendo. Ma proprio perché non è qualcosa di facile lo dobbiamo fare noi.

«Ti diamo il benvenuto in Scientology. Da te ci aspettiamo solo il tuo aiuto per raggiungere i nostri obiettivi e aiutare gli altri. Ci aspettiamo che anche tu venga aiutato.

Scientology è il movimento più vitale che esista oggi sulla Terra.

In un mondo turbolento il compito non è facile. Ma d’altro canto, se fosse facile noi non lo dovremmo fare.»

L. Ron Hubbard
(Settembre  1965 “Le mete di Scientology”)

D’altronde a nessuno di noi qualcuno ha mai puntato una pistola per essere quello che siamo. E nonostante tutte le ingloriose lamentele di chiunque affermi di aver subito inenarrabili torti da Scientology o da scientologist, noi tutti sappiamo che nessuno gli ha mai imposto di essere quello che aveva scelto di essere.

Il meccanismo lo sappiamo. Si tratta della responsabilità. E del fuggire da essa.

Non è infrequente che le persone nuove mi chiedano, durante le conferenze introduttive a Dianetics e Scientology, il motivo per cui da varie parti hanno sentito parlare male di Scientology. La domanda è naturale e la risposta semplice. Scientology non è parte integrante di questa civiltà decadente ma è in lotta con i meccanismi perversi che hanno avvelenato questo mondo e l’umanità. Scientology è per gli SP (persone soppressive) come l’aglio per i vampiri: come pretendere che i soppressivi stiano li a farsi “cucinare” senza opporre alcun tipo di resistenza?

In Scientology c’è una meta finale da realizzare e ci sono obiettivi intermedi da raggiungere. E il tutto senza una infinità di tempo per fare questo. Perché sappiamo benissimo tutti che il fattore tempo è il problema principale del management:

«L’unica domanda è: a quale velocità?

E’ la velocità dell’espansione il problema del management. Ed è un problema.

Lasciate che vi esponga alcuni fatti: questo pianeta, politicamente parlando, è un caos di nazioni. Tali nazioni sono armate (tra TUTTE le cose che ci sono su un piccolo pianeta) di armi atomiche. Questo, in un qualsiasi libro di storia che tratti della traccia intera, significa che si sta sviluppando una catastrofe. Per di più, sono presenti problemi economici e sociali che, per una civiltà del genere, sono ben oltre la norma e che spostano la scena politica verso la guerra.

E non si tratta semplicemente della guerra atomica: quegli stessi fattori sociali ed economici, accompagnati da un aumento nelle statistiche della criminalità brutale e delle pressioni ideologiche, potrebbero causare il sorgere di stati di polizia – come stanno facendo – nei quali l’applicazione di una tecnologia che può essere usata sarebbe proibita e tutta quanta questa civiltà (come è successo in precedenza) potrebbe sprofondare in nuovi tempi bui che sopraffarrebbero qualsiasi spinta in avanti verso la libertà.

Ci sono poi altri fattori che rendono la velocità imperativa. Noi NON abbiamo affatto un’infinità di tempo per portare a termine il lavoro.

Il futuro potrebbe far apparire il passato di questo pianeta una vacanza!

[…]

Quindi il management ha un autentico problema: espandersi abbastanza VELOCEMENTE da rendere il pianeta Clear. E’ QUESTA la cosa che fondamentalmente lo preoccupa nelle statistiche; è questo il motivo per cui si strappa i capelli quando le vostre statistiche tendono verso il basso. No e poi no! E’ la direzione sbagliata!»

L. Ron Hubbard
(LRH ED 339R del 13 marzo 1982 rivista il 30 luglio 1982)

Questo significa che ogni giorno ogni scientologist e tutta la gigantesca rete di management di Scientology lavora contro il tempo per raggiungere i propri obiettivi prima che questa società di auto-distrugga sotto i colpi delle proprie errate tecnologie mentali e spirituali presenti.

Non vi pare normale e prevedibile che in tutta questa scena, errori di minore e maggiore importanza si verifichino? Non vi pare normale che, pur possedendo una tecnologia di amministrazione e di etica incredibilmente funzionale, un gruppo che opera in questa società possa si dirigersi vittorioso verso i propri obiettivi ma incorrendo qua e là in situazioni non ottimali né desiderabili?

Forse, se fossimo dei superficiali e degli ingenui, potremmo pensare che tutto avviene senza colpo ferire. Ma qui, su questo pianeta è in atto una guerra: la ragione contro l’irrazionalità; la sopravvivenza contro la distruzione; l’immortalità sapiente contro il materialismo e l’oblio.

Se vi girate e osservate tutti gli outpoint (cose che non sarebbero dovute esserci) nel vostro cammino in Scientology in base a questi ultimi concetti, allora è probabile che osserviate molte cose da una prospettiva diversa. Ci sarebbe più comprensione delle situazioni e disponibilità a prendersene responsabilità.

Che nella storia di Scientology ci siano staff e scientologist che hanno commesso outpoint è normale e nella logica delle cose. Non ci sarebbero 10 volumi verdi di policy amministrative se fosse bastata la semplice intenzione di far andar bene le cose. Ma l’osservazione è che andiamo verso una scena in cui tali outpoint saranno sempre meno e sempre meno e sempre meno. Fino a che non scompariranno del tutto.

E guardandoci indietro si penserà a ciò che abbiamo passato e alle eventuali “vittime” della guerra. Nelle battaglie, i soldati muoiono. Alcune volte siamo stati noi a “morire” e alcune volte abbiamo cagionato che altri “morissero”.

Alla fine quindi è questo il pensiero che voglio condividere con voi.

Tra qualche anno, noi scientologist ci ricorderemo vagamente del pifferaio magico Rathbun, delle sue indecenti falsità e di tutti gli altri squirrel che lo hanno seguito. Anche questo periodo entrerà nella gloriosa storia dei thetans guerrieri che stanno conquistando l’universo partendo da questo pianeta di periferia. Come i primi anni di ricerca della tecnologia, come gli anni di Saint Hill, dei viaggi navali della Sea Org o delle vittoriose lotte per la libertà religiosa.

E se il nostro scopo, dopo aver conosciuto Scientology, è sempre stato contribuire alle sue mete anziché SOLTANTO avere dei risultati per noi stessi (vedere Scientology non si compra ), anche le eventuali vicissitudini che possano esserci successe in questa avventura, verranno ricordate con un sorriso e una punta di commozione.

«Secondo la documentazione sulla ricerca spirituale e i rapporti da parte di pre-OT ed OT, l’individuo in uno stato aberrato non riesce mai veramente a concepire l’esistenza potenziale della QUANTITA’ di miglioramenti disponibili al di sopra del suo stato.

Il fatto che una tale QUANTITA’ di miglioramenti sia a disposizione di un singolo essere è una sorgente infinita di meraviglia per le persone che seguono veramente questa strada. Perciò, in uno stato aberrato, la persona riesce difficilmente a volgere lo sguardo molto in alto e a conservare allo stesso tempo una realtà di ciò che vede.

Nell’era della velocità, qualcuno potrebbe pensare che tutto ciò debba succedere in un minuto. O magari un minuto e mezzo. O che un’iniezione “provvidenziale” lo renda libero per sempre. Purtroppo questo universo non è costruito in tal modo.

Questo universo si basa sulla QUANTITA’ che è incredibilmente abbondante.

Il numero di elettroni in un atomo, il numero di atomi in una molecola, il numero di molecole in una goccia d’acqua sono una quantità impressionante. Il numero di pianeti nei sistemi solari, il numero dei soli in una galassia, il numero di galassie ammontano a cifre vertiginose.

Su questo pianeta, dove la vita è così breve e frenetica, il concetto del TEMPO è a malapena presente. Proprio recentemente, i geologi hanno concluso che forse l’uomo esiste da un milione di anni. Ah! Quanto poco ne sanno! L’età di questo e altri universi è molto, molto avanzata. Non è un’eternità, ma quasi.

[…]

Quello che stiamo prendendo in considerazione qui è il tempo in proporzione ai miglioramenti riferiti. Quando una persona è diventata Clear e inizia il Solo, deve pianificare il proprio orario in modo da riservare all’auditing un periodo di tempo ogni giorno e poi, semplicemente, perseverare.

Alcuni si fermano dopo una settimana. La vita è troppo interessante. Oppure si impantanano e sono “troppo occupati” per ottenere una riparazione che consenta loro di continuare. Dopo tutto, a livello personale stanno procedendo ad un ritmo molto più veloce; i loro interessi possono essersi moltiplicati.

Ma se semplicemente perseverano e prendono i necessari provvedimenti per essere in grado di farlo, scopriranno che ne vale veramente la pena, come dimostrano testimonianze entusiaste. Perciò a cosa ci troviamo veramente di fronte? Più alto è il livello, più tempo ci vuole, poiché ci si sta occupando di un grado superiore di miglioramenti potenziali.

E, dopo tutto, in che direzione ci stiamo innalzando?

Ci stiamo innalzando verso l’eternità. Credete di avere molto tempo alle spalle?

Pensateci un po’. Guardate AVANTI. Là c’è l’eternità! E voi ne farete parte.

In condizioni buone o in condizioni cattive. Mi spiace davvero dovervelo dire, ma non avete scelta. Forse una persona riesce ad abbandonare un pianeta. Ma non riuscirà ad abbandonare la vita.

In questo momento e in questo luogo, forse solo per un fuggevole istante, abbiamo questa possibilità. Diventare liberi e farcela. Pianeti e culture sono cose fragili. Non durano.

Non vi posso promettere che ce la farete. Posso solo fornirvi la conoscenza e darvi la vostra possibilità. Il resto dipende da voi.

Vi consiglio vivamente di darvi da fare; non gettate al vento questa breve tregua nell’eternità. Poiché quello è il vostro futuro: l’ETERNITA’.

Potrà essere bella o brutta per voi. E per voi, carissimi amici, ho fatto quel che ho potuto per renderla bella.

L. Ron Hubbard
(Giornale di Ron n. 35 del 9 maggio 1982 “Da Clear all’eternità”)

Grazie a tutti per l’attenzione.

Wattaabinae


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