Simonetta Po e i gruppi di facciata – Dianetics

scimmia

di Beatrice

Parlare di squirrel, di Simonetta Po o dei gruppi “antisette” ormai è la stessa cosa: praticano tutti la stessa attività di disinformazione sistematica e tutti sono mossi dagli stessi malcelati impulsi malvagi.

In particolare la Simonetta Po, in relazione a Scientology, applica di norma il doppio standard o meglio una doppia morale. Cosa poco corretta da parte di una che si definisce ricercatrice e che, da un lato critica gli antisette, mentre dall’altro si comporta esattamente come loro. Per dirla con Lattazio, predica bene e razzola male.

Ma non si limita ad usare due pesi e due misure nelle sue dichiarazioni, si spinge anche a modificare il significato delle parole per far quadrare il cerchio. Di primo acchito ho pensato che si trattasse della sua conclamata ignoranza dei principi di Scientology, ma ho constatato che la stessa logica (quale?) la applica anche a concetti che non richiedono una conoscenza di Scientology, che comunque non ha.

Uno di questi è per l’appunto il suo pensiero relativo ai presunti “gruppi di facciata” o “front groups” di Scientology.

Quello dei “gruppi di facciata di Scientology” è un suo cavallo di battaglia, vi ha dedicato un’ampia sezione del suo sito e lo ha tirato in ballo un’infinità di volte. A dir la verità non è molto originale al riguardo, visto che anche i vari antisette amici/nemici suoi usano lo stesso pregiudizio per insinuare l’idea sbagliata che Scientology (e vari altri gruppi) stiano “subdolamente” cercando di infiltrare ogni settore della società per presunti scopi illeciti. Avremo modo di discuterne ancora più avanti.

Ad esempio, nel discorso da lei solennemente pronunciato ad Amburgo in occasione di un convegno organizzato dalla FECRIS (Fédération Européenne des Centres de Recherche et d’Information sur le Sectarisme; uno dei suoi peggiori nemici) ha affermato:

“… Potremmo dire che Dianetics in realtà è il primo e più potente gruppo di facciata usato dalla Chiesa di Scientology a fini di reclutamento.”

Dianetics, “un gruppo di facciata” usato a fini di reclutamento? Che sia un gruppo non ci sono dubbi, ma “facciata” di CHE COSA?

Vediamo, cos’è ”un gruppo di facciata”?

Il sito “Public Relations Blogger”, come molti altri consultabili in rete, dice che il termine inglese “front groups”, da cui deriva l’italiano “gruppi di facciata” è così definito:

One of the most controversial practices in public relations is the use of front groups – organizations that purport to serve a public cause while actually serving the interests of a client whose sponsorship may be obscured or concealed.”

Ossia:

“Una delle attività più controverse nelle relazioni pubbliche è l’uso di gruppi di facciata – organizzazioni che sostengono di servire una causa pubblica mentre nella realtà dipendono dagli interessi di un cliente la cui sponsorizzazione è meglio sia oscurata o nascosta”.

Per esemplificare:

la società farmaceutica X vuole vendere i suoi medicinali per “curare” la depressione. Prima fa circolare uno “studio attendibile” eseguito da vari “luminari” e lo fa pubblicare a suon di dollaroni dalle riviste più autorevoli del settore. I “luminari” affermano che la depressione è il male del terzo millennio e che la vita moderna con i suoi ritmi frenetici e le sue mille complicazioni ha causato un aumento esponenziale di casi di depressione. Nel frattempo un’agenzia di pubbliche relazioni internazionale, finanziata della casa farmaceutica X, provvede a far diffondere dai media una quantità di notizie preoccupanti sulla depressione e sulla necessità di prevenirne l’insorgere o la degenerazione rivolgendosi agli specialisti per un opportuno trattamento farmacologico, così da creare la “domanda” del prodotto.

In seguito la casa farmaceutica metterà in piedi un’associazione di malati o di familiari di malati di depressione, che sensibilizzerà l’opinione pubblica organizzando incontri e dibattiti con medici e media per far sapere che la depressione si può curare con i giusti farmaci. Finanzierà viaggi e soggiorni a cinque stelle per gruppi di medici che parteciperanno a simposi scientifici e convegni proponendo il principio attivo che cura la depressione e che, guarda caso, l’azienda farmaceutica X produce con il nome commerciale Y. Alla fine i medici, così “sensibilizzati”, prescriveranno il farmaco ai loro pazienti già “sensibilizzati” a loro volta dai media.

Tutta questa attività dei vari “gruppi di facciata” naturalmente è sponsorizzata nascostamente dalla multinazionale che produce quel farmaco.

Ora la Dottoressa Po ci viene a dire che “Dianetics in realtà è il primo e più potente gruppo di facciata usato dalla Chiesa di Scientology a fini di reclutamento.”

Quanto sopra è palesemente falso e non è applicabile a Dianetics per il semplice motivo che la “sponsorizzazione” della Chiesa non è nascosta, è palese, evidente e nessuno si è mai sognato di oscurarla o nasconderla.

Prendo un libro a caso: “Fondamenti del Pensiero”, scritto nel 1956, al Capitolo “Domande e risposte su Scientology”, Ron dice:

«Dianetics è il precursore della religione di Scientology ed è una sua branca di studio. Dianetics deriva dalle parole greche dia (attraverso) e nous  (mente o anima). Dianetics significa  “ciò che l’anima fa al corpo”.»

Dianetics, che è parte integrante di Scientology e suo precursore, è una pratica spirituale per cui Hubbard ha scritto milioni di parole contenute in libri, bollettini e policy disponibili al pubblico e ha fatto una miriade di conferenza pubbliche.

L’organizzazione che promuove e fa conoscere Dianetics è da sempre e apertamente la Chiesa di Scientology, e questo è talmente vero e alla luce del sole che non serve dire altro.

Affermando una simile castroneria, la dottoressa Po dimostra qual è il suo vero intento: diffondere disinformazione e false idee su Scientology.

Il suo è un tentativo, mal riuscito, di ri-definire Dianetics. Nella policy dal titolo “Propaganda tramite ridefinizione delle parole” Ron dice:

«RIDEFINIRE LE PAROLE COSÌ CHE ASSUMANO UN SIGNIFICATO DIVERSO A VANTAGGIO DEL PROPAGANDISTA.

(…)

Esistono molti esempi di questa cosa. Non si tratta di cambiamenti “naturali” della lingua. Sono cambiamenti di propaganda, accuratamente pianificati e promossi con delle campagne al fine di ottenere un vantaggio in termini di opinione pubblica, per il gruppo che effettua la propaganda.

Modificando il significato di una parola è possibile modificare l’opinione pubblica, se la nuova definizione viene ripetuta sufficientemente spesso.»

E’ lo stesso meccanismo che usano da anni i gruppi antisette con cui lei stessa è in contrasto. E’ la stessa pratica di ri-definire il significato della parola “setta” per darle un significato negativo e poi affibbiarlo a gruppi religiosi ripetendolo continuamente.

Questo argomento dei “front group” lo approfondiremo ulteriormente, questo è un assaggio.

Beatrice


Per commentare l'articolo vai al forum.