Una goccia di sanità - parte seconda

margherita con goccia d'acqua

«Vi capiteranno dei tipi che confesseranno degli overt con grande loquacità. Diranno: “Ho fatto questo e ho fatto quello e ho fatto questo e ho trattenuto quello, ecc. ecc. ecc. ed ecco qui tutti i miei overt… allegria!”. Allegria. Ragazzi, il lavoro più duro per lui ha ancora da venire. Deve trovare una parte di questo della quale possa assumersi responsabilità; una parte piccola piccola della quale possa veramente essere responsabile. E a quel punto cominceranno ad andarsene. Certi tipi, a quanto pare, non vengono per niente auditi; fanno soltanto gli spacconi. Ma chiunque può essere una vittima. Quella è la scelta pigra. Essere causativi ed essere in grado di stare di fronte agli overt che si sono fatti succedere ai danni di qualcun altro, che non si stanno sperimentando: sono questi quelli difficili.»

L. Ron Hubbard
(Conferenza 3 gennaio 1960 “Il vostro caso”)

Siccome l’ignoranza mi ha fatto fare tanta esperienza, tutta pagata con interessi da usura sulla mia povera pellaccia dura, mi piacerebbe trasmettere quello che ho compreso sul soggetto dell’etica.

Naturalmente, lo faccio con la motivazione che possa essere di qualche utilità a qualcuno.

Di recente ho avuto qualche “piccolo screzio” con un ex aspirante “indipendente”, perché pretendeva di continuare ad essere sfrenatamente natter-motivatore, ma di non aver nessuna situazione di etica da risolvere, in quanto “gli overt li aveva già detti tutti svariate volte e caso mai dovevo fargli i ruds, per scaricare l’ultimo withhold della giornata”.

Quello che negli anni ho notato tantissime volte, è un modo troppo meccanico di occuparsi di questo soggetto: la persona meccanicamente trasmette i suoi overt, magari scritti, ad un altro terminale che meccanicamente li legge e poi meccanicamente decidono quale condizione risalire in modo più o meno meccanico.

Porca miseria! Troppo meccanico per un thetan!

Sempre dal mio piccolissimo, modesto e umile punto di vista, l’Etica può essere definita una Dinamica, e Ron dice che probabilmente è la Decima Dinamica (PDC # 2).

Nel dizionario tecnico dice “l’Etica è ragione. Il più alto livello etico consiste in concetti di sopravvivenza a lungo termine con la minima distruzione, su qualsiasi dinamica”.

Sempre nel dizionario tecnico, definisce ragione così: “1) Possiamo dire che la ragione è il maneggiamento ordinato del mest da parte di theta. Ciò postula che l’integrità della ragione dipenda dall’armonia della conquista del mest. Possiamo dire che theta è totalmente ragione e che mest è totalmente forza. 2) Sforzo più intenzione è ragione. Ragione deve includere il pensiero e lo sforzo. 3) L’abilità di estrapolare nuovi dati da dati già esistenti. Ragione è in diretta relazione con autodeterminazione. La riabilitazione dell’autodeterminazione della persona sarebbe la riabilitazione dell’abilità a ragionare.”

Tutto questo potrebbe portarci alla deduzione che l’Etica è un impulso a sopravvivere attraverso la Ragione e tenendo presente che theta è totalmente ragione, credo che questa sia la più desiderabile e strepitosa condizione a cui un thetan potrebbe aspirare.

Sì sì sì che bello! “Ciao, ho un impulso appassionato a sopravvivere attraverso la ragione”. Bellissimo! Davide, non sembra anche a te che sia bellissimo?

Porca miseria, mi sa che è proprio una conquista!

Per quello che ho sperimentato, per mettersi in contatto con questa “dinamica”, un Essere deve essere disposto a comunicare liberamente con se stesso, su qualsiasi soggetto, soprattutto riguardo la sua interazione e il suo operato sulle sue dinamiche; tutte, non solo due-tre.

Deve essere disposto ad ammettere con se stesso le proprie azioni e non-azioni, sia positive che negative; non importa quanto negative, la strada che porta fuori passa attraverso una vera presa di coscienza delle proprie malefatte ed una vera scoperta di “chi sei veramente”.

Scoperto questo, c’è un cambiamento di attitudine; è chiaro che più caso è stato tolto e più questo diventa facile, ma può essere fatto a qualunque livello di caso, almeno quanto può non essere mai fatto, non importa quanto in apparenza la persona sia arrivata in alto sul Ponte.

Quando si iniziano ad avere dei veri contatti con questa “dinamica”, l’Etica, ci sarà un’inversione di tendenza e il proprio potenziale theta si autorigenera e si rinvigorisce perpetuamente.

Mi sembra scontato, non servirebbe neanche dirlo, che a un vero contatto con Etica, il primo bottone che va IN con tutto il suo pacchetto di essere-fare-avere, è l’AIUTO.

Solo allora si comincerà ad avere qualche sentore di ciò che significa “la Tech non va in se l’etica è out”.

margherita con goccia d'acquaSolo allora si comincerà a vivere questo soggetto, non più a livello meccanico, ma su un livello di spiritualità molto fine; che amministrativamente o anche tecnicamente, certe cose debbano essere risolte con l’ausilio di un altro terminale, verrà vissuto in modo molto rilassato.

Questo perché arrivato a quel punto, uno ha una comprensione concettuale del fatto che l’unico essere a cui deve rendere veramente conto del suo operato o mancato operato, è se stesso; quel se stesso che eleggerà al ruolo di carnefice, così come la sua coscienza riterrà opportuno e necessario .

In fondo, l’Etica è la “dinamica” che è in grado di metterti in contatto con la ragione; scoperto questo, la amerai appassionatamente.

«Essere in grado di osservare spassionatamente quel che avete fatto, senza scrivere diciotto Enciclopedie Britanniche di scuse che spieghino com’è successo tutto quanto, richiede una singolare quantità di freddo, impassibile calcolo da parte vostra. E’ quasi troppo spassionato per poterlo descrivere. Venite completamente coinvolti. Venite completamente coinvolti nell’essere irresponsabili, irresponsabili, irresponsabili, irresponsabili.

(…)

E’ soltanto allora che il preclear comincia a fare i conti con se stesso, e dice: “Ho fatto quella cosa”. Sa di averla fatta ed è disposto ad affrontare qualsiasi conseguenza per averla fatta e può ammettere di avere causato quella cosa, il che è la definizione di responsabilità. Una persona potrebbe effettivamente ammettere di avere causato una cosa. Non di aver causato una cosa immaginaria, ma ammettere effettivamente di aver causato quel che è successo. E’ qui che gli episodi vanno in frantumi. E’ qui che le vite vanno in frantumi, e così via. E’ qui che si risolvono i casi.»

L. Ron Hubbard
(Conferenza 3 gennaio 1960 “Il vostro caso”)

Già da molto tempo ho smesso di stupirmi della mancanza di spessore o della cattiva condizione di qualche persona che apparentemente ha fatto parecchi livelli del Ponte.

Scientology è per tutti, ma non è da tutti; ci sono persone che sono avanzate sul Ponte in modo meccanico e con scopi falsi, senza una vera realtà e propria consapevolezza di ciò che andavano a fare.

Li vedrai accompagnati, di solito, dalla loro ragionevolezza soppressiva, e se li guardi negli occhi potrai percepire chiaramente l’alone di ottusità attraverso cui sono passate le vere perle di saggezza di Ron, che purtroppo non erano in grado di recepire.

Non è responsabilità di Ron o del signor Miscavige; purtroppo è la persona che si trova in una condizione umana che gli impedisce di rimettersi in contatto con la sua Essenza, quella meravigliosa effettività che tutto potrebbe e tutto crea.

Quindi, consiglio a tutte le persone non veterane di buona volontà, di non crucciarsi più su come può essere che uno, che sembra sia salito sul Ponte, si trovi in certe posizioni o condizioni pietose, tipo gli squirrel.

Può essere benissimo, ed è dovuto ad una incapacità della persona di mettersi in contatto con l’unica “dinamica” che l’avrebbe reso libero e l’avrebbe rimesso in contatto con la sua Essenza, quella meravigliosa effettività che può essere chiamata anche Ragione.

Mi scuso Davide, se ti sembra che mi dilungo troppo, ma siccome questo argomento mi appassiona troppo, lo continuo la prossima puntata.

Tua vera amica.

Auditor


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