Squirrel Criminali e Ignoranti – Standard Tech

Squirrel Criminali e Ignoranti – (Parte Quarta)
Gli “Standard Tecnici” degli squirrel che “la sanno lunga”

(Un grato ringraziamento a Talyesin per l’ottimo lavoro svolto)

sapientone

Marty-Know-Best-Rathbun 

“SAPERNE DI PIU’ – KNOW BEST, un termine tecnico ed amministrativo. Nella tech si riferisce ad un auditor che, applicando male un procedimento su di un pc, ritiene di saperne di più di quanto in realtà sia contenuto nel bollettino tecnico sull’argomento e che usa questo ‘saperne di più’ come una base per alterare la procedura tecnica. In amministrazione di riferisce, in modo simile, alla persona che ritiene di conoscere in modo migliore per realizzare qualcosa di ciò che è contenuto nelle Policy Letter che trattano l’argomento e che provoca una gran confusione. L’amministrazione si ritrova così ad avere il compito di correggere le stupidaggini di quella persona, applicando la corretta policy standard a quell’area. In inglese è un termine sprezzante che indica una persona che si vanta di conoscere mentre in realtà è stupida.”

L. Ron Hubbard
(da Note Sulle Definizioni)

Nei precedenti articoli di questa serie (vedere categoria “Squirrel Criminali e Ignoranti”) abbiamo dato le prove che gli squirrel della banda Rathbun hanno grosse mal comprensioni sul soggetto dell’etica.

Visto il loro comportamento, in effetti, non vi erano molti dubbi al riguardo. Ma questa serie di articoli forniscono le prove di questo fatto, prese dalle loro stesse parole, che dovrebbero illuminare anche eventuali dubbiosi.

Vediamo ora, come costoro abbiano seri problemi anche con la tecnologia standard. Anche questo non è strano, se si pensa al modo in cui il loro capo, Marty Rathbun, maltratta la tecnolodia (vedere l’articolo “Rathbun: Intervista a Sigourney Beaver – Parte 2” e la sezione “Marty Rathbun: Crimini Tecnici”)

“Quando le persone non riescono ad avere risultati da ciò che loro pensano sia la pratica standard, puoi essere certo che faranno squirrel in maggior o minor misura.” - LRH

Come si è visto anche in un altro articolo recente si questa serie, la HCO PL 7 Febbraio 1965 “MANTENERE SCIENTOLOGY IN FUNZIONE” non è decisamente la preferita per gli squirrel italiani servi di Marty Rathbun.

Lo standard della Tech non è opinabile, è un ben preciso fattore di qualità sul quale Ron insiste in continuazione, sia nelle policy amministrative sia nei bollettini tecnici. E nella stessa HCO PL da cui è tratta la menzione qui sopra, Ron è piuttosto schietto in merito all’importanza della salvaguardia della Tech e dell’insegnamento rigido e preciso delle procedure di auditing:

“Se non riesci a farli diplomare facendo appello al loro buon senso e sprizzanti saggezza, falli diplomare in uno stato di shock tale da far venire loro gli incubi alla sola idea di fare squirrel. Poi l’esperienza, un po’ per volta, li porterà al Tre, e la sapranno più lunga che andare a caccia di farfalle quando dovrebbero audire.” - Ron

Ma d’altro canto, come si è osservato più e più volte, alcuni di questi squirrel pensano davvero di “saperla lunga” quanto e forse più di Ron.

Ecco ad esempio cosa scrive “Diogene”, un attivo e assiduo commentatore fra la dozzina di accoliti del gruppo squirrel italiano.

post di diogene

La Tech standard sarebbe quindi un “falso mito”. Ottima giustificazione per permettere, appoggiare e sostenere delle attività squirrel direttamente in contrasto con le policy di Ron.

Una teoria approvata dal gestore del blog, Francesco Minelli, e poi rafforzata anche da altri utenti, come “Mirko”.

Anche lui, avendo fallito nell’applicare a sé la tecnologia (in primis quella delle Condizioni di Etica, come si è già trattato in precedenza), raccoglie e fa proprio l’accordo di bank secondo cui “la tech non può essere standard”.

post di mirko

Nella HCO PL 26 Maggio 1961 II, “È LA QUALITÀ CHE CONTA”, Ron dice: “Cosa ci vuole per rendere Clear le persone? Ci vuole dell’auditing altamente esperto ed eseguito in presenza di una severa supervisione.” Guarda caso, questa policy è la seconda della serie di “Mantenere Scientology in Funzione”. Infatti parla di “severa supervisione”, un fattore che gli squirrel vedono come fumo negli occhi, ovviamente.

Se questo non fosse ancora sufficiente, vediamo cos’altro dice Ron riguardo la tecnologia standard al 100%:

“TECNOLOGIA STANDARD – STANDARD TECH, 1. una standardizzazione dei procedimenti in modo che si applichino al cento per cento dei casi ai quali sono diretti. (Classe VIII, No. 19) 2. l’insieme degli esatti procedimenti che colmano la strada tra l’umanoide e l’OT, l’esatto modo di organizzarli, l’esatto modo di amministrarli e l’esatta riparazione di qualsiasi errore commesso strada facendo. (Classe VIII, No. 2) 3. Quel sentiero terribilmente stretto che ora chiamiamo tecnologia standard è composto da tutte quelle norme che se non vengono rispettate inibiscono e impediscono tutti i guadagni del caso. (Classe VIII, No. 1) 4. La tecnologia standard non è un procedimento o serie di procedimenti. E’ rispettare le regole del processing. (HCOB 26 Feb 70) 5. Quella tecnologia che non ha assolutamente alcun arbitrario. (HCOB 23 Ago 69)

L. Ron Hubbard
(Dizionario Tecnico di Dianetics e Scientology)

A quanto pare Diogene, Minelli e Mirko non hanno letto queste definizione, oppure, più semplicemente, non credono in ciò che scrive Ron.

“Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”, dice un celebre adagio.

E infatti questi squirrel a poco a poco si spingono oltre.

Diogene, in particolare, avendo ormai un suo palco da cui esporre ampiamente il proprio fallimento nel salire sul Ponte, comincia a “insegnare” agli altri utenti del blog come la sua “comprensione” di Scientology sia assurta a livelli “superiori”.

Tanto “superiori” da arrivare a mettere in luce presunte “falle” in Scientology stessa. Si noti bene: non le solite critiche trite e ritrite sulla Chiesa, sul management, ecc., ma su Scientology in quanto filosofia.

Ecco infatti il punto d’arrivo delle loro “riflessioni”:

post

Cosa sta dicendo questo squirrel nel suo figure-figure?

Illustrando le sue personali malcomprensioni dei termini più fondamentali di Scientology, sta semplicemente protestando sul fatto che ci sia un’insistenza sull’applicazione precisa e invariabile della Tech. Ovvero: sul fatto che si sia standard e si faccia esattamente quello che Ron dice di fare, senza introdurvi arbitrari, opinioni, nuove idee, ecc.

Per dirla con Ron: “Abbiamo a che fare solo con fatti e quanto sopra è un dato di fatto: il gruppo, abbandonato ai propri capricci, non avrebbe sviluppato Scientology, bensì, con drammatizzazioni insensate del bank chiamate 'nuove idee', l’avrebbe distrutta.

E proseguendo nella lettura delle sterili elucubrazioni di “Diogene”, si hanno solo conferme che questa citazione della policy tanto odiata dagli squirrel è del tutto appropriata.

post

La domanda – forse un po’ retorica, non lo neghiamo – sorge davvero spontanea: le malcomprensioni di chi?

Ciliegina sulla torta, alle “riflessioni” di Diogene fa eco il garrulo commento di uno squirrel fallito di vecchia data, il “candido” Paolo Facchinetti:

post di candido

In realtà, quel che intendono costoro quando dicono che la “tech al 100% è un falso mito” (Diogene), che “la standard tech non può essere 100%” (Mirko), che “un’applicazione impeccabile è impossibile” (Diogene), che ci vuole “tolleranza e sopportazione” (Candido/Facchinetti) è che nella Chiesa dovrebbe esserci più “ragionevolezza” riguardo l’applicazione standard della tech.

“RAGIONEVOLEZZA: Un obiettivo può sempre essere raggiunto. Comunemente, quando non viene raggiunto, la persona sta trovando contro-intenzioni nell’ambiente che coincidono con le sue (questa è la ragionevolezza).”

L. Ron Hubbard 
(FO 2116)

Insomma, piuttosto che essere coerenti e insistere per avere la tech standard, costoro preferiscono abbinare le loro contro-intenzioni e trovare qualche parolina magica cinese che gli permetta di non dedicarsi troppo rigidamente all’uso della tecnologia, quindi piegarla ai loro capricci.

Questo può dare un’idea dei loro futuri guadagni di caso.

Etica e Verità


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